Andropausa. Che cosa succede quando anche l’uomo va in ‘menopausa’

Tre i sintomi caratteristici: deficit erettile con riduzione della libido, stanchezza e depressione

di Lamberto Coppola (*) L’andropausa rappresenta un'entità clinica tipica dell'invecchiamento maschile, caratterizzata da bassi livelli circolanti di testosterone associati alla presenza di segni e sintomi tipici. A differenza di quanto accade nel sesso femminile, nel maschio si assiste a una progressiva riduzione dei livelli circolati di testosterone stimati in circa il 0,4-1% anno. Tale declino risulta ancora più evidente in presenza di patologie associate quali obesità, diabete mellito tipo 2 o sindrome metabolica. I reali meccanismi alla base di tale fenomeno non sono ancora stati del tutto chiariti sebbene siano stati ipotizzati sia meccanismi centrali sia periferici. Dati recenti derivati da uno studio dell'European Male Aging Study (EMAS) su una popolazione di oltre 3mila soggetti di età compresa tra 40 e 80 anni, hanno fornito maggiori chiarimenti in tal senso. L'analisi dei dati ha dimostrato in modo significativo che i soggetti con ridotti livelli di testosterone totale e libero presentavano tre sintomi caratteristici dell’andropausa: deficit erettile con riduzione della libido, stanchezza e depressione. Alla luce di tali dati non sorprende una recente analisi delle evidenze presenti in letteratura che dimostra come il miglioramento dei sintomi sessuali ed in particolare del desiderio e della qualità delle erezioni costituisca l'effetto più precoce che si verifica dopo l'inizio di un terapia sostitutiva con testosterone (entro tre-sei settimane). E' opportuno, tuttavia, ricordare che sebbene il testosterone sia sufficiente per il ripristino di una normale attività sessuale nel soggetto più giovane, gli effetti di una terapia sostitutiva possono non essere così evidenti in pazienti più anziani ove la presenza di alterazioni specie di natura cardiovascolare possa ridurre l'efficacia del trattamento. Il ripristino di normali valori di testosterone rimane comunque di fondamentale importanza in quanto il testosterone regola l'attività della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE5) e quindi la presenza di bassi livelli di testosterone può condizionare una ridotta riposta agli inibitori della PDE5, vale a dire delle così dette “pillole dell’amore” come per esempio Viagra, Cialis o Levitra. (*) Prof. Lamberto Coppola Andrologo – Ginecologo – Sessuologo Direttore Sanitario dei Centri Integrati di Andrologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana Tecnomed (Nardò- Lecce) e Casa di Cura Fabia Mater (Roma).

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