Consiglio comunale. Bandite le telecamere

Ugento. Il presidente Biagio Marchese ha impedito che un cittadino filmasse la riunione. Alla faccia della trasparenza

UGENTO – E’ stato un momento poco edificante la politica. Un momento di negazione della partecipazione cittadina alla cosa pubblica e del diritto alla trasparenza dell’attività amministrativa. Quello che era un esercizio della piena libertà di ognuno di prendere parte ad una seduta di Consiglio comunale ed anzi di divulgare quella seduta, è stato spento in maniera inspiegabile. E’ accaduto ad Ugento, nel corso del Consiglio comunale dello scorso 30 novembre. Un cittadino, munito di telecamera, stava riprendendo, come ha fatto per tutti i precedenti Consigli della nuova Amministrazione, i lavori dell’assise. Ma ancor prima di discutere dei punti previsti all’ordine del giorno, il capogruppo di maggioranza Alessio Meli è intervenuto chiedendo al presidente del Consiglio Biagio Marchese di far spegnere la videocamera. Il presidente allora ha chiesto di farlo, spiegando che Mieli si sentiva “psicologicamente” a disagio. Ne è seguita una discussione di un’ora e cinque minuti. Marchese ha sostenuto prima la tesi del “disagio psicologico” del capogruppo; poi ha fatto presente che né lo Statuto comunale né il Regolamento del Consiglio facciano cenno alla possibilità di filmare i Consigli; infine ha sottolineato che a lui non era pervenuta alcuna richiesta preventiva di videoripresa. A a sono valse le spiegazioni e le precisazioni dei consiglieri di minoranza e neppure l’invito al presidente di permettere che il cittadino proseguisse con riprese assumendosi ogni responsabilità qualora fossero state pubblicate immagini “strumentalizzate” o manipolate in alcun modo. Così Marchese ha chiesto ai due vigili urbani presenti nell’aula consiliare di spegnere la videocamera del cittadino e di impedirgli di riprendere i lavori. Così è stato. La questione è stata addirittura messa ai voti. Con i cinque consiglieri di minoranza che per protesta hanno abbandonato l’aula, aggiungendo che avrebbero denunciato alle competenti autorità il risultato della votazione comunicato dal presidente che, hanno detto, avrebbe conteggiato come contrari al proseguimento della videoripresa 12 consiglieri di maggioranza, quando i presenti sarebbero stati nove. La telecamera è stata comunque spenta e la maggioranza ha continuato il Consiglio da sola.

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