‘Salviamola’. Il grido d’aiuto della marina che crolla

IL REPORTAGE. Casalabate. Per fermare l’erosione costiera servirebbe il Piano comunale delle coste. Ma il Comune di Lecce, a cui spetterebbe, non l’ha predisposto

CASALABATE – L’appello è forte e chiaro: “Salviamola”. Lo gridano i cittadini e le Pro Loco di Casalabate, Trepuzzi, Campi Salentina e Squinzano. E si legge a lettere cubitali sulla torre del porto. In pericolo c’è la marina di Casalabate, per troppi anni abbandonata a se stessa. Recentemente passata dalla competenza amministrativa del Comune di Lecce a quella di Trepuzzi e Squinzano. Sono stati gli stessi cittadini a votare il “passaggio” in un apposito quesito referendario che il 12 e 13 giugno si è aggiunto ai quattro votati da tutta l’Italia. E lo scorso 22 novembre il cambiamento è diventato ufficiale con la ratifica attraverso la delibera di Consiglio della Regione Puglia. Ciò dovrebbe rappresentare una rinascita per la località marina a Nord di Lecce. L’inizio di un nuovo corso che non può più essere rimandato e che ormai diventa urgente e necessario. Non è solo una questione di mancanza di decoro e di incuria dei luoghi, che pure è presente (guardate le foto in basso). Oggi l’emergenza più stringente per la marina di Casalabate è legata alla sicurezza e si concretizza in un grave fenomeno di erosione costiera che sta consumando lo spazio a disposizione dei bagnanti ma soprattutto sta mettendo in serio pericolo i luoghi abitati dai cittadini, il lungomare, le strade, le panchine, i muretti, provocando frane di varia entità un po’ lungo tutto il litorale.

Casalabate crollo 1

Necessario sarebbe, per risolvere il problema, il Piano coste comunale per correggere, tramite osservazioni, quanto non è stato predisposto dalla Regione. Ma nel caso di Casalabate le situazione è alquanto intricata perché il documento di pianificazione spetterebbe al Comune di Lecce, che conserva ancora la giurisdizione sul territorio della marina, e che invece non ci ha ancora messo mano. E la scadenza per la presentazione è il 31 dicembre.

Casalabate crollo 2

Ecco perché nei giorni scorsi il Consiglio comunale di Trepuzzi ha approvato una mozione con la quale si chiede di sottoscrivere una convenzione tra Lecce, Trepuzzi e Squinzano per la redazione del Piano comunale delle coste per Casalabate. “Solo con tale Piano – ha spiegato il consigliere del Pdl Ernesto Leganza – sarà possibile accedere a finanziamenti regionali e comunitari per intervenire sul problema dell’erosione costiera e per apprestare ogni tutela per il paesaggio costituito dai cordoni dunali”.

Casalabate crollo 3

Dopo Trepuzzi, anche Squinzano ha fatto altrettanto approvando identica mozione. Resta da vedere come si muoverà in tal senso Lecce che finora non ha dato prova di grande interesse nei confronti del territorio di Casalabate. Stavolta, però, in ballo c’è la sicurezza dei luoghi e delle persone. Dopo il pericolo frana, incuria e degrado costituiscono l’intero paesaggio di Casalabate. Cartelli stradali divelti e riversati sull’asfalto e marciapiedi malconci sono la norma e costituiscono un vero pericolo, soprattutto nelle ore notturne con scarsa illuminazione, per gli automobilisti ma anche per chi dovesse camminare a piedi.

Casalabate cartello
Casalabate marciapiedi

Anche la chiesa è abbandonata a se stessa. La salsedine e l’umido hanno staccato lo strato superficiale di pittura dalle pareti ed ora più che un luogo di ritrovo, ha l’aria di un edificio fantasma.

Casalabate chiesa

C’è chi potrebbe definirlo verde pubblico. In effetti i cespugli sono alti e rigogliosi. Peccato però che si tratti solo di erbacce cresciute spontaneamente nelle aiuole degli alberi e che contribuiscono a dare al tutto un’aria di abbandono e di scarsa pulizia.

Casalabate erbacce

Confermata dai rifiuti di vario tipo abbandonati qua e là. Dappertutto, piuttosto che nel cassonetto. Perfino quando il cassonetto è ad un passo.

Casalabate rifiuti

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!