Area sistema, manca numero legale

Casarano. Presenti 11 sindaci su 19, all’assemblea straordinaria presso il notaio Pallara. Si va verso la liquidazione coatta

CASARANO – L’assemblea straordinaria convocata ieri sera presso lo studio del notaio Pallara di Casarano non ha raggiunto il numero legale per deliberare. All’ordine del giorno: la messa in liquidazione della società consortile che racchiude 19 Comuni del basso Salento. Il notaio ha messo a verbale la presenza di 11 sindaci su 19. Erano presenti i Comuni di Casarano, Parabita, Sannicola, Acquarica del Capo, Alezio, Collepasso, Taurisano, Presicce, Alliste, Miggiano, Ugento. Il Comune di Taviano, con delibera di consiglio, ha già approvato di voler recedere dal consorzio a partire dal prossimo anno. Il commissario prefettizio del Comune di Casarano, presidente dell’assemblea, ha espresso l’intenzione di voler portare i libri contabili in Tribunale perché venga poi nominato il commissario liquidatore. I sindaci presenti hanno discusso dell’opportunità di presentare a D’Onofrio una richiesta ufficiale per la nomina, da parte dell’assemblea dei sindaci e non del Tribunale, di un liquidatore che tenti, dopo aver cercato di ripianare i conti, di salvare anche la società. “E’ una brutta vicenda, perché non c’è motivo di chiudere Area sistema – dice Giuseppe Nocera, sindaco di Sannicola -. Dobbiamo prendere atto che le ‘trame’ politiche su Casarano si sono abbattute sulle teste di tutti i Comuni soci del Consorzio”. Nocera non vuole aggiungere altro, ma spiega che “il problema vero ora sono i debiti del Comune di Casarano nei confronti di Area sistema”. Tra i Comuni che devono soldi al Consorzio, infatti, quello che ne deve più di tutti è proprio Casarano. Ma Casarano e gli altri Comuni debitori, hanno ben chiaro che anche se la società viene liquidata, devono comunque tirar fuori i soldi dei debiti contratti verso Area sistema? Lo chiedo a Nocera. “Non credo che l’abbiano capito – risponde -. Io ho sempre pagato e non ho mai organizzato spettacoli estivi al di sopra delle possibilità delle casse comunali”. E aggiunge: “Il Comune di Casarano ha ricevuto dalla Regione i finanziamenti dei progetti, che poi avrebbe dovuto riversare ad Area sistema per il lavoro fatto, per i servizi erogati sugli stessi progetti europei. Invece i soldi non sono stati versati ad Area sistema, sono stati trattenuti dal Comune. Per fare che cosa? Come sono stati spesi? Erano soldi ‘destinati’ con capitoli di bilancio ben precisi, finalizzati ai progetti già fatti, soldi dovuti e destinati a delle spese già rendicontate di fronte alla Regione e all’Ue”. “Il dato sconcertante – dice il sindaco di Parabita Alfredo Cacciapaglia – è che la volontà della politica ieri non è emersa. Questi sindaci che cosa voglio fare? Con l’assenteismo e il disinteresse trasversale stanno chiudendo Area sistema”. Intanto il Comune di Casarano ha messo a bando il servizio di riscossione dei tributi minori, ad oggi di pertinenza di Area sistema. Nonostante fosse già compiuto e pronto a partire il progetto di estendere il servizio ad altri Comuni soci del consorzio e addirittura di estenderlo a tutti i tributi. Togliere il servizio di riscossione tributi ad Area sistema è come togliere l’ossigeno al moribondo, prima ancora che sia dichiarato clinicamente morto e anzi, mentre c’è chi valuta come concreta la possibilità di salvarlo. Un bando che, come abbiamo scritto, è nato anomalo, prima uscito a Sternatia, poi sparito. Ora pubblicato con una base d’asta aumentata di più di 200mila euro. E poi ci sono gli oltre 200mila euro che Casarano deve ad Area sistema e che ha incassato dai fondi europei, senza riversarli nelle casse del Consorzio. Anche di questo, si dovrà occupare il liquidatore del tribunale. 5 novembre 2011 Area sistema: assemblea convocata per la liquidazione CASARANO – I sindaci dei 18 Comuni che fanno parte del consorzio Area sistema in questi giorni stanno ricevendo la lettera con cui il presidente del Consorzio, cioè il Commissario prefettizio di Casarano Giovanni D’Onofrio, li convoca dinanzi al notaio Pallara per la liquidazione della società. L’appuntamento è per il 23 novembre prossimo. Lo statuto di Area sistema (art. 35) regolamenta lo scioglimento e la liquidazione della società: ai sensi dell’articolo 2484 e 2487 del Codice civile è necessaria una maggioranza qualificata, pari ai due terzi dei soci. Sarà necessario perciò che 13 sindaci votino a favore dello scioglimento. “Non sarà semplice”, dice il sindaco di Parabita, Alfredo Cacciapaglia, che crede ancora nell’utilità della società. “E non credo che sia giusto”, continua. “L’assemblea dei 66 sindaci di Area vasta ha votato all’unanimità il progetto “Sviluppo del sistema di e-government regionale nell’Area Vasta Sud Salento” perché i termini di presentazione alla Regione scadevano oggi (ieri, per chi legge, ndr). Un progetto di due milioni che permetterà ai comuni che ancora non sono attrezzati, di avere il protocollo informatico, di gestire in maniera informatizzata tutte le pratiche edilizie, di apertura di una società, ecc. Quel progetto è stato messo a punto da Area sistema e da Mosaic di Maglie (una società similare ad Asc): se non ci fosse stato il consorzio, non avremmo mai potuto avere accesso a quei fondi e i cittadini non avrebbero mai potuto avere quei servizi che invece avranno”. “Mi chiedo, dice Cacciapaglia, dobbiamo veramente chiudere Area sistema? Francamente ho molti dubbi che la proposta che ha fatto il Commissario passi”. E poi il sindaco Cacciapaglia senza mezzi termini afferma che “una cosa è governare un’altra fare il giustiziere. Fare politica deve essere per il bene comune, ma non deve basarsi su una posizione precostituita”. Cacciapaglia è per una “posizione ragionata e condivisa”, non “estemporanea”: devo essere convinto delle mie decisioni, nessuno deve dirmi ‘così è se ti va’ ”. Inoltre l’adesione al Consorzio Area sistema da parte dei singoli Comuni, è stata decisa da ogni Consiglio comunale, con una delibera ad hoc. E’ possibile che i sindaci sentano la necessità di essere ‘legittimati’ da una delibera di Consiglio che approvi l’uscita del proprio Comune dalla società, per poi poter motivare il voto personale in assemblea straordinaria. Le decisioni condivise però finora non ci sono state, tanto che l’assemblea straordinaria per lo scioglimento è stata convocata di fronte ad un notaio, per renderla già esecutiva nel caso ci fossero i due terzi a favore. C’è da vedere quindi se i sindaci si presenteranno o se invece chiederanno ai relativi Consigli comunali di esprimersi preliminarmente nel merito. C’è però un dato da rilevare come anomalo: proprio nel progetto da due milioni per l’informatizzazione dei comuni, approvato all’unanimità dai 66 sindaci di Area Vasta, è contenuto un paragrafo che già prevede la nascita di una nuova società di servizi sullo stesso modello di Area sistema. Al paragrafo 6 del progetto (scaricabile su sito di Area Vasta, aggiornato il 2 novembre, cioè all’indomani della nostra denuncia sull’inattività del sito stesso), si legge che il progetto sarà gestito da una ‘struttura centralizzata’ che erogherà supporto a tutti i 66 Comuni beneficiari. Cioè quello che fa adesso Area sistema: dà supporto ai comuni anche per la progettazione dei singoli interventi che poi saranno realizzati da Area Vasta. E ancora si legge: “La struttura riuserà tecnologie e modelli organizzativi dei centri servizi territoriali e centri di competenza già acquisiti e testati nelle precedenti esperienze di e-government”. Cioè si fa riferimento ad Area sistema. E ancora: “La gestione a regime dei servizi consisterà essenzialmente nelle attività di: • coordinamento; • manutenzione hardware e software delle tecnologie; • assistenza sistemistica ed applicativa; • supporto applicativo; • consulenza”. Cioè quello che adesso fa Area sistema. Insomma si dice: ci sarà una nuova struttura che riuserà tutte le tecnologie che possiede Area sistema, che nel frattempo sarà liquidata. Come dire: non si fa in tempo a chiuderla che da una parte Area sistema, o meglio i suoi servizi di riscossione tributi ‘rinascono’ attraverso l’affidamento a privati, dall’altra si prefigura la sua ‘rinascita’ in toto, in un generico passaggio nell’ultimo progetto approvato da Area vasta. Non è ancora chiaro però a beneficio di chi avverrà la miracolosa resurrezione.

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