Costa: “E ora si cambi la legge elettorale”

Roma. Tasse sugli immobili, no Ici sulla prima casa, aumento età pensionabile, nuova legge elettorale. Come uscire dalla crisi secondo il Sen. Giorgio Rosario Costa

Il Parlamento la scorsa settimana ha votato, con la maggioranza più ampia della storia della Repubblica, la fiducia al Governo di Mario Monti. Un Esecutivo, costituito esclusivamente da “tecnici” di indubbia competenza, etichettato da molti addetti ai lavori come Governo del Presidente (in riferimento alla impeccabile ed autorevole gestione della crisi da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano). Altri l’hanno definito Esecutivo di impegno nazionale. Altri ancora di riconciliazione nazionale. L’unica certezza è che questo Governo è nato per fare quelle riforme strutturali, in materia di fisco, lavoro, pensioni, più volte annunciate negli ultimi 17 anni e mai realizzate. Un governo tecnico – afferma il senatore del Popolo della Libertà Rosario Giorgio Costa – che non dovendo fare riferimento ad alcun corpo elettorale potrà più facilmente adottare quei provvedimenti impopolari, considerati ormai da tutti necessari, di cui il Paese ha bisogno. Il neo Presidente del Consiglio Mario Monti ha dichiarato in Parlamento durante il dibattito per la fiducia al suo Governo, che la sua squadra opererà per consolidare il risanamento dei conti pubblici, per la crescita economica e per una maggiore equità sociale. Ha anche affermato di voler ridare credibilità alle Istituzioni e riconciliare il paese. Il nuovo Governo può veramente (e aggiungerei finalmente) rappresentare un momento di svolta dopo i diciassette anni di berlusconismo che hanno diviso il paese? “Il governo Monti essendo governo tecnico può assolvere ad una sola funzione: adottare provvedimenti, da molti considerati impopolari, che un governo politico molto spesso si trova impossibilitato ad adottare, non perché non voglia o non sappia farlo ma perché le parti politiche, sia di maggioranza che di opposizione, anteponendo spesso l’interesse di partito all’interesse del paese non concorrono all’adozione di provvedimenti atti a risolvere le problematiche dei cittadini. Provvedimenti che evidentemente per essere addottati necessitano anche del concerto e della condivisione di tutte le forze politiche presenti in Parlamento e operanti sul territorio. Negli ultimi anni esse sono state protagoniste di un chiacchiericcio che non ha contribuito a soddisfare le esigenze e le aspettative del popolo italiano. Anzi la dialettica politica è stata molte volte incentrata a contemperare le esigenze dei vari partiti politici senza raggiungere alcun tipo di risultato. Il Governo tecnico, non avendo necessità di rispondere al proprio elettorato, avrà maggiori possibilità di adottare determinate scelte. E’chiaro che quando Monti presenterà in Parlamento le misure previste nella piattaforma programmatica del suo Governo nessuno avrà problemi a votarli proprio perché non sono fatti da Tizio, Caio e Sempronio ma da Monti”. Monti ha accennato, fra i tanti temi “toccati” nel suo discorso, anche alla reintroduzione dell’Ici sulla prima casa e alla riforma delle pensioni. Come si porrà il suo partito su questi temi, soprattutto rispetto all’Ici la cui abolizione, proposta da Berlusconi ma in realtà attuata da Prodi, è stata un vero e proprio cavallo di battaglia del centro destra negli ultimi anni? “È chiaro che maggiori risorse devono essere trovate sia per far quadrare i conti sia per reperire risorse finalizzate ad incentivare lo sviluppo. E ciò può avvenire attraverso la patrimoniale o aumentando la tassazione degli immobili, senza chiamarla ‘patrimoniale’. E’ possibile anche che non si reintroduca l’Ici e che si aumenti considerevolmente la tassazione degli immobili coniugando l’esigenza del maggiore gettito a quella di non reintrodurre l’Ici sulla prima casa. Ma con questo non voglio assolutamente dire al Presidente del Consiglio Monti quello che deve fare. Bisogna vedere la piattaforma programmatica che Monti sottoporrà ai partiti. L’obiettivo è avere maggiori e nuove entrate. Questa è l’unica certezza. E i partiti diranno la propria sulla ricetta del neo Presidente del Consiglio rilanciando con le proprie proposte. Riguardo alle pensioni il discorso è molto semplice. La strada da percorrere è, a mio avviso, quella di disincentivare il lavoratore ad andare in pensione. In pratica quanto più presto il lavoratore decidesse di uscire dal mercato del lavoro tanto più vedrebbe l’importo della sua pensione subire una forte contrazione. Questo aspetto dovrebbe stimolarlo ad andare in pensione il più tardi possibile. L’innalzamento dell’età minima pensionabile è un provvedimento ormai improcrastinabile”. Monti ha inoltre precisato la necessità di ripristinare la centralità del Parlamento, stabilmente esautorato, negli ultimi anni, delle sue prerogative. Molti addetti ai lavori individuano una nuova legge elettorale come soluzione del problema. Lei è favorevole all’apporto di alcune modifiche all’attuale “ porcellum”? “Non sono molto d’accordo sul fatto che il Parlamento sia stato privato negli ultimi anni delle sue funzioni e prerogative. Questo discorso è stato più volte legato al meccanismo delle liste bloccate previsto nella legge elettorale, rispetto al quale sono state espresse molte critiche che per certi versi condivido. Ma è anche vero che la politica è fatta di consenso e se si candida gente priva di consenso è, di conseguenza, il partito a non averne. Io mi auguro che, su un tema così importante e delicato si giunga ad una mediazione e che alla fine il Parlamento, nel quale ripongo piena e incondizionata fiducia, riesca ad apportare le necessarie modificazioni alla legge elettorale”. // Chi è Rosario Giorgio Costa è Senatore del Popolo della Libertà. Parlamentare da cinque legislature, è membro della Commissione Finanze e Tesoro del Senato nonché Presidente della Commissione d’Inchiesta Uranio Impoverito. La sua percentuale di presenze nelle votazioni in Aula è tra le più alte, pari al 90,75 %.

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Info sull'autore

Salvatore Ventruto

Giornalista pubblicista. Ossessionato dal dubbio, prigioniero della curiosità.

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