Default della politica? I giovani Idv non ci stanno

Lecce. Cesare Peluso, consigliere provinciale giovani Idv, ricorda l’importanza dell’articolo 48 della Costituzione

Di Cesare Peluso* Ora che la politica ha dimostrato tutto il suo fallimento proprio riguardo a quello che dovrebbe essere il suo dovere, affrontare e possibilmente risolvere i problemi, ora che la politica ha dovuto anche abdicare per chiedere aiuto ai docenti universitari, come un allievo che cerca l’orario di ricevimento del suo professore per potersi consultare, ora che tutto ciò si aggiunge agli scandali sessuali e alla corruzione, ora è ancora più facile cadere nel “qualunquismo”, ora è addirittura comprensibile gettare la spugna e trovarsi a commentare la situazione politica con qualche amico e conoscente usando frasi del tipo: “è il solito schifo … i politici sono tutti uguali … tanto non cambia niente … sono bravi solo a farsi gli affari loro …” e potrei proseguire ancora. Tuttavia, anche in un clima come quello attuale, come giovane e come giovane politico, non posso accettare certe frasi, non mi posso arrendere al “qualunquismo”, non mi voglio arrendere perché proprio questo è il momento di lottare (nel senso di lotta civile), proprio adesso la nostra Italia, la regione in cui viviamo, la nostra città, il nostro paesino, proprio ora hanno bisogno di risollevarsi e noi dobbiamo essere protagonisti di un riscatto civile e morale, di una rinascita etica, sociale ed economica che non possono più aspettare. Troppo facile tirarsi fuori da tutto questo per poi usare l’alibi che fa tutto schifo, troppo comodo prendere l’applauso facile di chi sputa sentenze su tutto, ma in realtà sta abbandonando la nave nel momento in cui dovrebbe aiutare a salvare altre vite. Inoltre fa male vedere tante persone che non credono più nella possibilità di un futuro migliore, perché i giovani hanno la vita davanti e hanno bisogno di crederci ancora, altrimenti la vita stessa diventa solo sopravvivenza. Che piaccia o non piaccia, è tramite la politica che si può far progredire la società, rinnovare un paese, cambiare la vita della gente, ma non di singole persone a cui si è promesso un favore in cambio del voto, ma della gente in generale, intesa come la comunità che un politico si accinge ad amministrare. Tutto sta a scegliere le persone giuste, tenendo ben presente che i santi non sono di questo mondo, però le persone oneste si, quelle ci sono, solo che bisogna cercare bene, diffidando da chi promette favori singoli e privatissimi che poi non si possono mantenere, vengono dimenticati il giorno dopo la vittoria elettorale, si perdono nell’ubriacatura di un momento di trionfo e servono solo per aggiungere un altro numeretto al proprio elettorato, alla propria clientela. Disinteressarsi e abdicare dal proprio dovere civico di scelta democratica non certo aiuta in una ricerca accurata del politico onesto da votare. Ogni volta che ci si disinteressa bisognerebbe pensare che si sta facendo un altro danno al futuro del proprio figlio o del proprio nipote perché si sta lasciando nelle mani di altri la possibilità di scegliere una via piuttosto che un’altra, un’idea di futuro piuttosto che un’altra. Piaccia o no, la politica è ovunque, tutto è politica, anche il gesto più banale trae le sue origini da una scelta politica, finanche poter o meno parcheggiare la propria auto in un determinato luogo. Perché allora delegare ad altri scelte che possono influire nella nostra vita di tutti i giorni? Abbiamo solo un piccolo potere di scegliere chi ci rappresenterà, portando avanti quell’idea con cui magari ci troviamo in sintonia, usiamolo! A cosa serve non votare? Qualcuno verrà comunque eletto e quel qualcuno deciderà anche per chi non ha voluto votare, prenderà decisioni che influiranno anche nella vita di chi ha pensato bene di snobbare un gesto così semplice come quello di mettere una crocetta su un pezzo di carta, dimenticandosi di chi quel diritto lo ha conquistato con il suo sangue e al prezzo della sua vita anche per noi. Personalmente poi mi ritengo orgoglioso di far parte di un partito, Italia dei Valori, che fa della legalità e dell’impegno civile il suo vessillo, che rifiuta inciuci e giochi di potere, che contrappone le idee e la buona politica ai comitati d’affari che ci hanno governato in questi anni a livello nazionale e non solo. Nel mio partito ci sono tanti progetti che aspettano solo di ricevere il consenso ed il gradimento degli elettori per poter essere attuati e per far questo bisogna arrivare nella cosiddetta “stanza dei bottoni”, ma non per una smania di potere, non per una fame di poltrone, ma semplicemente perché solo in quella stanza si prendono le decisioni, si fanno le scelte, l’importante è fare le scelte giuste, utilizzare il potere in modo pulito ed onesto, nell’interesse di tutti e non di pochi. Io so che in Italia dei Valori ci sono tante persone per bene, che si impegnano e che hanno voglia di mettersi al servizio delle proprie comunità. Fare la scelta del non voto a Lecce, e come emerge da alcuni sondaggi sarebbero in tanti ad orientarsi in questo senso, significherebbe consegnare ancora una volta la città agli stessi che l’hanno governata negli ultimi 15 anni, deturpandola con cavi metallici per un fantomatico filobus, che non l’hanno mai valorizzata rendendola vivibile dal punto di vista ambientale ed ecologico, lasciando che il traffico impazzisse, non avendo mai pensato a spazi per i giovani, per le famiglie, per fare sport liberamente. “… Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è un dovere civico …” Articolo 48 della Costituzione Italiana. *consigliere circoscrizionale e coordinatore provinciale giovani IDV Provincia di Lecce

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