Rally: finale amaro per il duo Lucrezio-Plantera

Rudy Lucrezio e Mauro Plantera del Team casaranese hanno mancato l’appuntamento con il traguardo al 26°Rally Città di Ceccano complice la rottura della cinghia servizi

È terminato a pochi chilometri dal traguardo il difficile weekend di Rudy Lucrezio e Mauro Plantera. I due “drivers” sono stati impegnati sulle selettive prove speciali del 26°Rally Città di Ceccano, gara valida quale finale unica della Coppa Italia Rally 2011 disputatasi in provincia di Frosinone. La volontà di far bene e la tanta grinta non è bastata al tandem della Scuderia Casarano Rally Team che nonostante la rimonta in classifica (dalla 55^ alla 17^ posizione) si è dovuto arrendere al termine della penultima prova speciale. La causa della cosiddetta prova incompiuta è stata la rottura della cinghia servizi che ha messo definitivamente k.o. la Renault Clio Rs. Una gara quella del duo salentino condizionata da un infelice avvio dovuto a un calo di tenuta delle gomme e al particolare fondo stradale che gli ha portati a girarsi due volte in punti molto stretti, facendogli perdere secondi preziosi. La seconda giornata di gara ha visto Lucrezio e Plantera partire col piede giusto nel tentativo di recuperare il ritardo in classifica. Nel corso della seconda “boucle” hanno sensibilmente abbassato i loro tempi di percorrenza, diventando uno degli equipaggi pretendenti al podio di classe A7. Sulla nona prova speciale mentre occupavano il decimo posto assoluto tra gli equipaggi iscritti alla Coppa Italia, la doccia fredda del ritiro, con l’improvvisa rottura della cinghia servizi che comprometteva in maniera irreparabile l’idroguida e la pompa dell’acqua. “È stata un gara molto dura” ha commentato Lucrezio “Non sono riuscito a guidare come piace a me. Dovevo stare molto attento negli ingressi in curva perché la vettura scivolava molto. Gli avversari poi erano tutti molto agguerriti e dotati di mezzi più performanti e con aggiornamenti più recenti; la nostra Clio Rs era infatti l’unica a non avere un assetto regolabile, il che ci ha notevolmente penalizzati nel confronto”.

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