Marciapiedi. Per pochi, non per tutti

IL REPORTAGE. Lecce. Dovrebbero essere larghi 1,5 m e consentire il passaggio contemporaneo di due persone: basta fare un giro per vedere che non è così

LECCE – Che cosa c’è di meglio di una bella passeggiata domenicale? Quando il tempo lo permette, poco importa che i negozi siano aperti o chiusi. Il senso di libertà e di pace con se stessi che un giro per le strade della propria città comunica al cuore non ha prezzo. O meglio, non dovrebbe averlo. Perché per molti, a Lecce, invece ce l’ha. Ed è molto caro. Quella che dovrebbe essere la più naturale risposta al più semplice desiderio di evasione dalle quattro mura diventa l’ennesima occasione di frustrazione e discriminazione per tanti cittadini. Per i disabili costretti su una sedia a rotelle, per gli anziani non più agili come una volta, per le mamme o i papà con passeggino al seguito e chissà per quante altre categorie ancora. Che incappano, loro malgrado, in una serie infinita di intoppi che rendono la passeggiata un vero percorso ad ostacoli, una gara all’eliminazione, una sfida alla resistenza (spesso nervosa ancor prima che fisica) che prima o poi porta a desistere dall’intento iniziale: marciapiedi troppo stretti o costellati di ostacoli fissi dei più svariati quali cabine elettriche, pali, centraline della telefonia, sostegni della rete filoviaria, a Lecce sono la regola e non l’eccezione. Mmoltissime le segnalazioni da parte dei cittadini all'Adoc, l'assocazione a difesa dei consumatori, che ha più volte denunciato la questione. Eppure esistono precise norme in materia. Esiste, ad esempio, il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n.6792 del 5 novembre 2011 che stabilisce in 1,5 metri la larghezza del marciapiede. Il quale deve essere sufficientemente spazioso da essere percorso in entrambi i sensi di marcia. In pratica su ogni marciapiede deve essere consentito il passaggio contemporaneo di due persone in senso opposto. Il punto è che in molti casi, i marciapiedi leccesi non consentono il passaggio nemmeno ad una singola persona. E’ sufficiente che si muova in carrozzina o che sia leggermente sovrappeso, ed il gioco è fatto. La guerra all’esclusione sociale prende il via. Armati di metro da muratore abbiamo fatto un giro per la città. Le zone maggiormente interessate da queste situazioni sono quelle esterne dei viali, nelle quali si sono succeduti interventi per la realizzazione delle corsie preferenziali, delle piste ciclabili, dei nuovi parcheggi, il tutto a discapito dello spazio per i pedoni. Una lenta erosione dello spazio che si è protratta negli anni e che ha col tempo privato chi va a piedi della possibilità di godere di una passeggiata tranquilla senza correre rischi. In viale Rossini, i marciapiedi misurano in media dagli 80 ai 95 centimetri. Basta infatti la presenza di una cabina elettrica per rendere quasi impossibile il passaggio a chi va in carrozzina. Una carrozzina è larga più o meno 60 centimetri, ma ce ne sono anche di più larghe. Percorrere un marciapiede di 80 centimetri, significa doversi mantenere perfettamente al centro per non rischiare di cadere di sotto. E comunque camminare in fila indiana. In questo caso, ad esempio, non sarebbe possibile il passaggio contemporaneo di due persone.

Lecce, marciapiedi 1
Lecce, marciapiedi 2

Alle spalle di viale Rossini, invia De Donno (una parallela) la questione diventa quasi comica. Dove sono posizionati gli esponenti di un bel viale alberato? Sul marciapiede, in un verso e nell’altro, e dove sennò? Qui il pedone può scegliere se passare a sinistra o a destra dell’albero: avrebbe 65 o 35 centimetri a disposizione.

Lecce, marciapiedi 3
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Su viale Leopardi le situazione non migliora, anzi. Un marciapiede, anche libero da intoppi, misura in alcuni punti circa 80 centimetri. A volte (leggi: spesso) capita di trovarci al centro un bel cartello della fermata del bus e allora non resta che trattenere il fiato e cercare di infilarsi in uno spazio di 70 o addirittura 40 centimetri.

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Viale Japigia non fa eccezione a questa regola. Anche qui si vedono cartelli, semafori e cabine dell’elettricità piantati al centro del passaggio riservato ai pedoni con la conseguenza che per questi ultimi restano a disposizione, in alcuni punti, appena 50 centimetri di spazio.

Lecce, marciapiedi 8

“Come sopra” per viale Grassi. Alberi, semafori e cartelli di vario genere sono saldamente conficcati nel bel mezzo del marciapiedi. E’ proprio in viale Grassi che abbiamo notato il capolavoro della progettazione urbanistica: un vero e proprio slalom tra ostacoli, ovvero tra cartelli direzionali e robusti alberi secolari, gettano chi percorre il marciapiede nel dilemma dei dilemmi: meglio a destra o a sinistra? Ci sono più o meno 40 centimetri per decidere (foto in alto).

Lecce, marciapiedi 9
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Chiudiamo la nostra passeggiata per Lecce percorrendo la strada per Monteroni. Qui i marciapiedi sono di recente realizzazione. Alcuni risalgono a poco prima dell’estate. Non nascondiamo la sorpresa nel constatare che, nonostante siano nuovi di zecca, ignorano completamente i dettami del decreto ministeriale. Cosa che, se pure non si può accettare, si può anche capire per i marciapiedi più vecchi, cioè realizzati prima del 2001 e poi via via modificati; ma certamente non si può tollerare per quelli realizzati nel 2011, cioè dieci anni dopo il decreto che quindi dovrebbe essere norma ormai acquisita.

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Guardando i robusti pali del filobus collocati proprio al centro del marciapiede in barba ad ogni rispetto per chi si sposta a piedi (o in carrozzina) non è difficile capire che il varco di 40 centimetri che si crea per il passaggio è una selezione naturale degli utenti della strada. Evidentemente il Comune ci vuole tutti magri. Oppure ci vuole tutti in filobus. Peccato che il filobus non sia ancora partito.

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