Al Forum sulla Cultura tutti possono dire la propria

LA STORIA DELLA DOMENICA. Lecce. La politica culturale, partendo dalle proposte delle persone. Salvemini invita, il 18 novembre, alle Cantelmo

LECCE – Lo chiama laboratorio perché proprio come nei laboratori risponde ad un’unica chiara regola: il fare. Ed il fare, perché porti ai risultati sperati, non si improvvisa, tutt’altro. Si studia, si programma, si discute. Nasce così Lecce2.0dodici nella testa di Carlo Salvemini. Un laboratorio, appunto. Di idee, di progetti, di iniziative. Aperto alle esperienze ed al contributo di tutti perché solo dal confronto può nascere un progetto che abbia valore. Dall’angolo privilegiato della molteplicità di punti di vista, di cui l’uso del web diventa la giusta cassa di risonanza, il laboratorio esamina la realtà cittadina; il sociale, l’economia, la cultura. E poi delinea come ogni settore dovrebbe essere, individua criticità e sviluppa proposte. Tutto questo è politica, ma partecipata. Come sempre dovrebbe essere. La prossima iniziativa è fissata per il 18 novembre al quartier generale di Lecce2.0dodici, le Officine Cantelmo (a partire dalle ore 16.30). Si tratta del forum sul capitale della cultura. Perché prima ancora di proporre Lecce come capitale della cultura è necessario censire il capitale della cultura su cui può fare affidamento, quell’infinità di realtà artistiche che si muove sul territorio spesso non ascoltata e non valorizzata a dovere. L’appello è dunque rivolto ad artisti, creativi, operatori della cultura ad ogni titolo. “Vogliamo parlare con voi, di voi – dice Salvemini dalle pagine del sito www.lecce20dodici.it – : aprire uno spazio pubblico di confronto in cui le proposte diventano collettive e quindi bene pubblico, per individuare gli elementi cardine di una nuova programmazione di risorse e interventi, un diverso ruolo da assegnare alle politiche della cultura in città: dove trovino spazio parole come conoscenza delle realtà culturali, visione, regole, investimenti, trasparenza, competenza, progettualità, strategie per l’uso degli spazi, pianificazione delle attività culturali”. Il punto non è che a Lecce, oggi, non si fa cultura. Il punto è il modo in cui si fa. “Troppo spesso – ci dice Salvemini – caratterizzato da eventi e da nomi di richiamo e non dalla creazione di qualcosa di davvero utile alla città. Non mi piace parlare di cartelloni; mi piace parlare di cultura, di artisti, di spettacoli, mi piace sentire il cuore della cultura che pulsa e che riesce a venire allo scoperto perché di questo ha bisogno. E ne ha bisogno anche la città”. Da dove si parte, allora, per rimodulare la cultura in città? “Credo che il punto di partenza sia un necessario censimento di tutte le realtà artistiche presenti; mi riferisco non solo ai grandi nomi ormai noti a tutti, ma anche alle piccole compagnie teatrali, ai singoli artisti sconosciuti ma che hanno qualcosa da dire e magari è proprio quel qualcosa che può essere utile agli altri. Se non ascoltiamo le voci di tutti, come facciamo a capirne le esigenze”? Significa che fino ad oggi Lecce ha dato poco spazio ai piccoli artisti? “Il Comune non deve essere un erogatore di finanziamenti per spettacoli più o meno validi, ma l’altra parte del confronto con gli artisti per la costruzione di un fermento che a Lecce resta sotterraneo perché nessuno lo porta alla luce. Fino ad oggi la cultura è stata affrontata in maniera superficiale ed improvvisata per cui non sempre i progetti che hanno trovato spazio erano i più meritevoli”. Che cosa serve, secondo lei? “Un capovolgimento di prospettiva. Il Comune non si deve limitare a dare l’ok ad un progetto, ma deve contribuire a crearlo ed a portarlo avanti. Il Comune non deve parlare dell’ammontare di risorse a disposizione, ma dei criteri per la scelta della programmazione culturale”. Le diranno che i tagli alla cultura non permettono discorsi troppo ambiziosi. “Diranno una bugia perché i soldi non c’entrano a. La politica deve saper guardare alla cultura non come semplice servizio da erogare ma come volano per lo sviluppo sociale e la crescita economica della comunità, investendo su di essa e non finanziandola soltanto, valorizzando il patrimonio artistico e dando valore alla progettualità”. Per partecipare al Forum, che è aperto a tutte le età, tutti i sessi, tutte le estrazioni sociali, è necessario solo rispettare tre semplici regole: 1. tempo previsto per ciascuno interventi: 5 minuti; 2. titolo dell’intervento: che cosa farei se fossi assessore alla Cultura; 3. portare idee per disegnare nuove pratiche fatte di regole condivise, trasparenza, condivisione. Quanti vogliono confermare la propria presenza e prenotare il proprio intervento possono inviare una mail a [email protected] In chiusura di chiacchierata gli chiediamo: La regola n.2 del Forum è che ognuno che interverrà dovrà dire che cosa farebbe se fosse assessore alla Cultura. Lei ha già in mente che cosa farebbe, nel settore cultura, se fosse sindaco della città? “Partirei proprio dalle esigenze e dai suggerimenti emersi durante il Forum e poi proseguirei dialogando con tutti, ma davvero tutti, gli operatori del settore”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!