Il taglio può attendere

Bari. La proposta di legge per tagliare sui vitalizi piace a tutti. Ma nessuno la vuole per sé

Tutti d’accordo in Regione. In tempi di crisi bisogna tagliare. E così, armati di coraggio, propongono di sfrondare liquidazioni e vitalizi spettanti ai consiglieri. In un comunicato stampa di Onofrio Introna, presidente del Consiglio regionale, si illustrano le modifiche che la legge proposta dal presidente del consiglio regionale apporterà alle retribuzioni dei consiglieri regionali e ai loro vitalizi: “Si prevede – si legge nel comunicato – l'innalzamento al 65esimo anno d'età per l'erogazione del vitalizio. È prevista peraltro l'abolizione dell'attuale vitalizio, calcolato secondo il sistema retributivo, e viene introdotto il passaggio al sistema contributivo, recependo quanto indicato nel decreto legge 138/2011 (titolo IV, art. 14 lettera F) convertito in legge 148/2011, con misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e lo sviluppo. Viene modificato, inoltre, l'istituto dell'assegno di fine mandato, riducendolo ad una mensilità per anno di consiliatura, fino ad un massimo di 20 anni”. In pratica si prevede che l'assegno di fine mandato sia calcolato sulla base dell'ultima indennità percepita, moltiplicato per ogni anno di legislatura, fino a un massimo di 20. Per percepire la pensione in ogni caso bisognerà aspettare 65 anni. Lodevole iniziativa. Peccato che i tagli non riguarderanno gli attuali consiglieri, ma i prossimi eletti. I diritti acquisiti non si toccano, sebbene costino ai pugliesi 12 milioni l’anno. Facile predicare bene e razzolare male, con il portafoglio degli altri.

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