Rampino: Rendiconto figlio dell'incertezza

Lecce. Dopo l'approvazione del Rendiconto 2010 di ieri, ecco tutte le perplessità del consigliere Alfonso Rampino

È stato approvato ieri mattina il Rendiconto della gestione – Esercizio finanziario 2010 dal Consiglio provinciale con 20 voti favorevoli, un astenuto e 4 voti contrari: quelli dei quattro consiglieri del Partito Democratico. Abbiamo raggiunto telefonicamente uno di loro, il consigliere Alfonso Rampino, per avere una riflessione più approfondita su quanto espresso con il voto negativo durante la seduta consiliare. “Il rendiconto 2010 – ci ha detto Rampino – è figlio dell'incertezza. È il frutto di una gestione che potremmo definire confusionale e rispecchia pienamente un fallimento”. Cosa non convince, nello specifico? “Non ci ha convinto niente nel complesso, a cominciare dalla relazione dell'assessore Macculi. Una relazione sottotono, ancorata drammaticamente a determinati luoghi comuni; uno su tutti, la demonizzazione delle passate amministrazioni di centro-sinistra. Questo atteggiamento nasconde, in fondo, dei problemi molto gravi”. Come quali? “Quello delle mancate alienazioni, per esempio. Anche il revisore dei conti ha espresso la sua preoccupazione al riguardo. Non si fa altro che parlare di indebitamento ereditato, quando almeno le passate gestioni hanno investito sul futuro. Ora che anche il Capo dello Stato Giorgio Napolitano si è espresso sul tema invitando a costruire per il domani, non si investe su a”. Qual è, secondo lei, la differenza tra le amministrazioni di centro-sinistra degli ultimi anni e questa? “Questo governo provinciale non pensa al futuro. In passato le risorse sono state investite per le strade, per le scuole, per gli impianti sportivi. Oggi, questa amministrazione pensa erroneamente che i mutui accesi qualche anno fa siano debiti. Ritengo assurdo che, a fronte dei dati forniti dall'assessore Macculi, si ponga ancora l'accento sull'indebitamento”. Quali dati vi preoccupano in particolare? “Oggi, l’incidenza degli interessi passivi pagati dalla Provincia di Lecce sul totale delle entrate correnti è pari al 4.96%, che corrisponde alla metà di quanto consentito per legge. La rata annuale di ammortamento pagata è di circa 17,3 milioni di euro, con un’incidenza del 10,47%. Se si considera che una famiglia media italiana utilizza il 35% del suo reddito fisso per il pagamento della rata dei mutui, cioè destina una percentuale di gran lunga superiore a quella investita dalla Provincia, allora è evidente l’assurdità delle polemiche sollevate dall’Assessore Macculi”. Qual è la ricetta per cercare di uscire da questo momento di difficoltà? “Bisogna soffermarsi a riflettere. Non è facile, ma così non è possibile andare avanti. È necessario razionare la spesa e ottimizzare le risorse. I dati che corrispondono agli investimenti nella Funzione Sociale – 300mila euro – e nella Funzione Turismo – 0 euro – sono deprimenti. Risolvere problemi gravi come la disoccupazione giovanile e femminile dev'essere tra le priorità, così come è indispensabile investire nella ricchezza del turismo. Sinceramente, vedo solo grandi spese burocratiche e per incarichi legali. Insomma, questa è un'amministrazione allo sbando”. 7 novembre 2011 Provincia. Il Consiglio approva il Rendiconto 2010 LECCE – 20 favorevoli, quattro contrari ed un astenuto. Il Consiglio provinciale, dopo il lungo momento commemorativodel consigliere scomparso Vittorio Potì, con il quale si è aperta la seduta odierna, ha approvato oggi il Rendiconto della gestione – Esercizio finanziario 2010. E’ stato compito dell’assessore al ramo Silvano Macculi illustrare in dettaglio la relazione tecnica predisposta dagli uffici competenti. Macculi ha ribadito che la difficile situazione finanziaria nella quale Palazzo dei Celestini si trova è il risultato di un’eredità dai passati governi provinciali. “Questa amministrazione – ha detto – sin dai primi mesi del suo insediamento ha cercato di fare di tutto per evitare il dissesto. Sembrerà strano, posta questa premessa, affermare che il disavanzo del 2010, pari a 12,4 milioni di euro, è la risultante di una rigida e coerente attività di indirizzo e di gestione che, se non attuata avrebbe portato ad un risultato negativo di oltre 20 milioni di euro”. “Al fine di contenere la spesa – ha spiegato ancora l’assessore – è stata avviata un’azione costante di contenimento di tutta la spesa, con eliminazioni di spese discrezionali, tagli ai compensi degli amministratori, eliminazione di società partecipate e di pletorici consigli di amministrazione e relativi compensi, riduzione dei dirigenti, efficientamento di spese correnti. In contemporanea, abbiamo avviato un’attività di verifica e recupero di entrate dovute (Irap, Iva, Tarsu) e un’azione di riduzione dell’indebitamento a lungo termine. Il risultato immediato è stato che, nonostante nell’anno 2010 non sia stata realizzata alcuna entrata proveniente da vendita di patrimonio, a fronte di 11,7 milioni previsti, il pre-consuntivo 2010 chiudeva con un disavanzo di 5,9 milioni e non di 11,7 milioni. Tale risultato è il frutto delle azioni incisive messe in campo che hanno prodotto circa 6 milioni di attivo nel bilancio, tra effettivi tagli di spese e recuperi di entrate. Tale attivo è consolidato e pertanto lo avremo per ogni anno futuro. Nell’anno 2011 sta ulteriormente migliorando”.

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