Il Lecce sbanca il Manuzzi di Cesena

Il blitz del Lecce sul campo del Cesena per 0-1 consente ai giallorossi di scavalcare in classifica i diretti concorrenti e restituire forza e morale a tutto l’ambiente

È bastato un guizzo di Cuadrado a rimettere in moto la macchina giallorossa per “investire” il Cesena dell’esordiente Arrigoni. Il preziosissimo 0 – 1 maturato al termine di una vera battaglia consente al Lecce di scavalcare i bianconeri e sedere al terzultimo posto della classifica con 8 punti. Sarebbe comunque riduttivo riassumere il film della gara del “Manuzzi” soltanto nel gol del colombiano, senza dar peso alle prestazioni da nove in pagella del portiere Benassi, semplicemente prodigioso su colpo di testa di Mutu, e di Moris Carozzieri, autentico guardiano della propria area insieme ai compagni di reparto Esposito e Tomovic. Un Lecce che nonostante l’inferiorità numerica causata dall’espulsione di Muriel al minuto 58, ha saputo tenere botta al forcing cesenate e come un sol uomo si è compattata in difesa riuscendo a portare a casa i tre punti del riscatto. Successo fondamentale non solo per la classifica ma soprattutto per la società, che da pochi giorni ha confermato la fiducia in mister Di Francesco consapevole che, una potenziale sconfitta in terra romagnola, avrebbe generato un’altra ondata di dissensi e pesanti critiche. I sette punti sugli otto totalizzati e la seconda vittoria stagionale dopo quella ottenuta al Dall’Ara ai danni del Bologna, consegnano al Lecce un volto da “Corsaro” che fa a pugni con le sventure del Via del Mare. PRIMO TEMPO Il primo scorcio di partita vede in campo due squadre contratte e solo all’11° un provvidenziale intervento aereo di Esposito nega a Ceccarelli la botta a colpo sicuro in piena area di rigore. I padroni di casa confezionano occasioni per una buona mezzora, prima al 28° con un tiro di Mutu spentosi sul fondo e poi al 31° con Rodriguez che nel cuore dell’area calcia centralmente tra le braccia di Benassi. Negli ultimi dieci minuti sale in cattedra la formazione di Di Francesco e dei colombiani Cuadrado e Muriel. Il primo squillo è di Bertolacci al 36° imbeccato sulla destra da un ispiratissimo Cuadrado; il centrocampista scuola Roma salta Fontana e da posizione defilata calcia sull’esterno della rete. Il Cesena inizia a dimostrare evidenti lacune difensive e una repentina ripartenza di Muriel semina il panico nella retroguardia avversaria al termine di una progressione palla al piede di 70 metri, ma il talento di proprietà Udinese spara di poco alto sopra la traversa da buona posizione vanificando la palla-gol più nitida della prima frazione di gioco. SECONDO TEMPO Nel secondo tempo la compagine leccese sbaglia l’approccio subendo costantemente le sortite avversarie e già al 3° minuto, dagli sviluppi di un calcio d’angolo, è Carozzieri a evitare il peggio intercettando sulla linea di porta l’incornata di Djokovic. È il momento più delicato per i giallorossi che si chiudono a riccio nella propria metà campo con i bianconeri che sfrecciano da tutte le parti trascinati da uno stadio esaurito in ogni ordine di posto. La svolta del match arriva al 10° quando l’angolato colpo di testa di Mutu trova la manona di Benassi che si distende alla sua sinistra compiendo la parata della domenica. Come nelle più strane delle partite di calcio, sul successivo capovolgimento di fronte Cuadrado taglia tutto il campo da destra a sinistra e col mancino trova l’incredibile vantaggio complice la decisiva deviazione di Ceccarelli. Il “Manuzzi” è ammutolito dinanzi all’esultanza del duo tutto colombiano Cuadrado-Muriel, che per festeggiare la marcatura si esibisce in una danza sudamericana sotto gli occhi del pubblico romagnolo. La severa e forse eccessiva espulsione di Muriel maturata in una manciata di secondi in seguito a una doppia ammonizione per perdita di tempo prima, e per proteste nei confronti dell’arbitro poi, rendono ancor più stoica un’impresa conseguita grazie all’enorme sacrificio di tutta la squadra, che per oltre mezzora, riesce a sventare i disperati assalti cesenati fino al triplice fischio di Valeri dopo cinque interminabili minuti di recupero

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