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Il teatro per socializzare. ‘Io ci provo’

Lecce. Sarà presentato oggi il progetto di laboratorio teatrale per detenuti di Borgo San Nicola a cura dell’associazione Factory

LECCE – L’arte come antidoto nel sociale. Spesso è nei contesti del disagio e dell’emarginazione che i linguaggi artistici possono essere utili strumenti ed opportunità a soggetti svantaggiati, che, parlando questi linguaggi, riescono a sviluppare momenti di socializzazione interna ed esterna, nei confronti di educatori, famiglia, della società in genere. Il segreto, è provarci. Si presenta oggi in conferenza stampa, alla presenza del presidente della Provincia Antonio Gabellone, del consigliere comunale Roberto Martella e di Paola Leone di Factory compagnia transadriatica, il progetto di teatro sociale “Io ci provo”, laboratorio/percorso teatrale rivolto ai detenuti della sezione maschile della “Casa circondariale Borgo S. Nicola” di Lecce. Il progetto, sostenuto dalla direzione della Casa Circondariale di Lecce, patrocinato dalla Provincia di Lecce, dal Comune di Lecce e dal Teatro Pubblico Pugliese, nasce dalla volontà della giovane compagnia Factory e della pedagoga teatrale Paola Leone, che ne è ideatrice e curatrice, di operare nel territorio impiegando l’arte nel campo sociale. Perché il teatro sociale? “Perché si riscopre oggi più che mai come la nuova frontiera del teatro – ci spiega Paola Leone -, uno dei tanti teatri possibili, che possiede tecniche, regole e obiettivi propri. Il teatro sociale aiuta la comunità e l’individuo a sviluppare e curare la relazione, agisce su tutte quelle categorie che fanno fatica a creare un rapporto di valore tra se e la società”. Con il progetto “Io Ci Provo” si propone un vero e proprio percorso teatrale caratterizzato da più fasi che si svolgeranno da novembre 2011 a maggio 2012, condotto da tre operatori, una guida (Paola Leone) esperta di teatro sociale e due assistenti attori/scrittori (Fabio Tinella e Antonio Miccoli), dove protagonisti saranno gli attori/detenuti che avranno così l’opportunità di costruire uno spettacolo teatrale attraverso un laboratorio che prevede al suo interno non solo la formazione attoriale, ma anche il confronto con professionisti del settore e la visione di uno spettacolo teatrale sia all’interno del carcere sia all’esterno. Il laboratorio sarà suddiviso in tre fasi. La prima sarà dedicata alla lettura del testo, al training attorale, alle improvvisazioni teatrali, alla costruzione del personaggio anche attraverso l’esplorazione e il recupero della memoria di ruoli familiari. Nella seconda fase, i protagonisti incontreranno alcuni dei professionisti del settore e con loro potranno confrontarsi sul lavoro svolto fino a quel momento, una vera e propria lezione aperta basata sullo scambio che vedrà tra gli ospiti l’attore Franco Ferrante del teatro Scalo di Modugno che porterà nel teatro della casa circondariale il suo spettacolo “Camoscio“. La terza fase sarà dedicata alla costruzione dello spettacolo finale che si terrà sempre all’interno della Casa circondariale. Se sarà possibile, il progetto vorrebbe poter consentire l’uscita dei detenuti per la visione di uno spettacolo presso una struttura teatrale nella città. Il progetto “Io ci provo” tende insomma alla valorizzazione del rapporto che tra l’individuo e il gruppo, alla promozione del teatro come forma artistica che assume valenza educativa e punta all’espressione e all’interazione. L’obiettivo finale è un teatro non superfluo né superficiale, in grado di mettere in discussione tanto “l’attore” quanto lo “spettatore”, luogo in cui le persone riescono a narrare una relazione, mettendo in gioco emozioni e il bisogno urgente di esprimerle.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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