Nuovo Vito Fazzi: il Tar annulla l'appalto

Lecce. L’appalto da 55 milioni per la costruzione del nuovo Vito Fazzi passa dalla Cobar Spa al Consorzio Cooperative Costruzioni

L’appalto da 55 milioni per la costruzione del nuovo presidio ospedaliero del Vito Fazzi aggiudicato dall’Ati con capogruppo la Cobar Spa nell’aprile di quest’anno, potrebbe passare al Consorzio Cooperative Costruzioni. L’aggiudicazione in favore di Cobar infatti è stata anata due giorni fa dal Tar di Lecce, seconda sezione. Il ricorso presentato dal Consorzio CCC, difeso dagli avvocati Friz Massa, Angelo Clarizia, Francesco Cantobelli, è stato totalmente accolto dal tribunale amministrativo (Enrico d'Arpe, Presidente; Giuseppe Esposito, referendario; Paolo Marotta, referendario, estensore). Non sono ancora note le motivazioni, né i dettagli di quali dei tanti rilievi siano stati o meno accolti, ma nel dispositivo di sentenza il giudice precisa che “accoglie la domanda demolitoria proposta dal ricorrente principale e, per l’effetto, ana gli atti impugnati; accoglie, altresì, la domanda di risarcimento in forma specifica proposta dal ricorrente principale”. Significa che la CCC, come “risarcimento in forma specifica” avrà l’assegnazione dell’appalto aggiudicato dalla Asl alla Cobar spa e alle aziende con essa riunite in associazione temporanea d’impresa. Per effetto della sentenza viene dunque anata la delibera (n.347 del 20.04.2011) con cui la Asl nell’aprile di quest’anno aveva disposto l'aggiudicazione definitiva del bando da 95 milioni per l'affidamento dell'appalto per la costruzione del nuovo Fazzi in favore dell'ati Cobar (mandataria), Cofely Italia, Fora, Ignazio Alì, Progerstudio Ass. Magnanimo; Mirizzi architetti associati. Il motivo principale per cui la CCC era ricorsa al Tar risiedeva nel fatto che la Cobar avrebbe presentato l’offerta in ritardo. L’appalto a base d’asta di 94.981.224,90 se l’era aggiudicato la Cobar in base al prezzo più conveniente di 55.136.601,05, iva inclusa, derivante dal ribasso del 41,950% applicato sul prezzo a base di gara oltre a 1.798.234,74 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. Vi è poi un altro punto sensibile contenuto all’interno del ricorso e per il quale di dovranno attendere le motivazioni. Riguarda i requisiti dei progettisti, contestati dalla CCC nei confronti della Cobar. La legge impone che la percentuale di progetto di cui può essere titolare un progettista debba essere direttamente proporzionale al volume degli appalti la cui progettazione sia a lui ascrivibili fino a quel momento. Data l’entità della posta in gioco è praticamente sicuro che gli avvocati della Cobar ricorreranno in appello: per ora quel che è certo è che la graduatoria che vedeva al primo posto Cobar, al secondo CCC e al terzo Matarrese Spa, vede slittare al primo posto la CCC e al secondo Matarrese, mentre la Cobar sarebbe estromessa dal bando. Per ora, quindi, le dodici sale operatorie, unità intensive, laboratori e 490 posti letto previsti dal progetto dovranno attendere: in primis le decisioni della Asl, difesa da Ernesto Sticchi Damiani, che potrebbe fare appello contro la Ccc e poi quelle di Cobar e Matarrese, che a loro volta potranno darsi appuntamento a Roma. Ma soprattutto, dopo che le aziende avranno combattuto le loro battaglie legali fino al Consiglio di Stato, non è ancora dato di sapere da dove la Asl prenderà quei 55 milioni per la costruzione del nuovo Fazzi e, soprattutto, che cosa ne sarà del vecchio.

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