Adelchi. Bellanova, nuova interrogazione

Roma. Secondo la deputata è giunto il momento di rendere efficace l'accordo di programma per il Tac ed estenderlo ai lavoratori del gruppo di Tricase

ROMA – “Se esiste la reale volontà di far funzionare l'Accordo di Programma e se esiste la reale volontà di estenderlo ai lavoratori del gruppo Adelchi, lo si faccia immediatamente, perché tra due mesi quelle 700 famiglie saranno in mezzo a una strada”. È questo l'amaro sfogo che si legge dalle righe dell'interrogazione sulla vicenda Adelchi, l'ultima di una serie, che la deputata salentina Teresa Bellanova del Pd ha depositato ieri. “È grazie a colpevoli ritardi ed omissioni che la ‘profezia’ di Adelchi Sergio sta per avverarsi. Oggi è evidente a tutti come quel famoso fuori onda rappresentasse una vera e propria dichiarazione di intenti della proprietà: liberarsi definitivamente del gravoso fardello del destino di quei lavoratori che avevano costruito quel marchio. Oggi, tra la distrazione di molti, quel disegno sta per andare in porto”. “L'unico, sottilissimo, filo di speranza è rappresentato da quel Accordo di Programma. Uno strumento che, pur non avendo conseguito da quel 1° aprile 2008 ad oggi grandi successi, resta comunque l'unico messo in campo”. “E allora” conclude la Bellanova “è giunto il momento di darsi una mossa con quello strumento, renderlo finalmente efficace ed estenderlo anche ai lavoratori del gruppo Adelchi. Lavoratori che da quasi tre anni hanno smesso di lavorare e che oggi stanno per perdere anche la forza di indignarsi”. Di seguito il testo dell'interrogazione INTERROGAZIONE a risposta in Commissione BELLANOVA – Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Per sapere, premesso che: – il settore del Tessile Abbigliamento e Calzaturiero, purtroppo, da tempo vive una grave situazione di crisi. Questa condizione ha un riverbero su migliaia di lavoratori, operanti nel comparto TAC salentino che attualmente sono collocati in regime di cassa integrazione e, senza un effettivo rilancio, rischiano seriamente di rimanere fuori dal circuito lavorativo; – si ricorda che l’Accordo di Programma per l'attuazione coordinata dell'intervento nell'area di crisi industriale, ad elevata specializzazione nel settore del tessile, abbigliamento e calzaturiero del Pit n. 9 territorio Salentino-Leccese è stato sottoscritto il giorno 1° aprile 2008 presso il Ministero dello sviluppo economico, dalla regione Puglia, la presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, la provincia di Lecce, il comune di Casarano, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa e Confindustria Lecce; – l'articolo 5, comma 1, lettera b), del sopra citato accordo prevedeva che il Ministero dello sviluppo economico «concorrerà nel limite massimo del 50 per cento delle risorse pubbliche previste dal presente Accordo, agli adempimenti finanziari di propria competenza con riferimento alle risorse, pari a complessivi venti milioni di euro a valere sulle disponibilità relative alla legge 80, articolo 11, comma 9 ed agli strumenti normativi di competenza del Mise finanziabili con le risorse del PON 2007-2013 Ricerca e Competitività e del Programma Attuativo FAS Nazionale Ricerca e Competitività – Mezzogiorno e Centro Nord»; – la stessa interrogante ha più volte sottoposto la difficile situazione del TAC salentino all’attenzione del Governo, attraverso numerosi atti parlamentari, tra gli altri, si ricorda l’interrogazione indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico del 9 ottobre 2008 nella quale si chiedeva di intervenire convocando rapidamente il tavolo di coordinamento tecnico-amministrativo propedeutico all’avvio dell’Accordo di Programma. Inoltre, la stessa interrogante ha presentato anche ordini del giorno in Assemblea durante le sedute d’Aula per accendere un faro su questa delicata situazione, è stata poi redatta ed inviata al Ministro Sacconi, in data 10 dicembre 2010, una lettera nella quale si chiedeva di mettere in campo misure utili alla tutela dei livelli occupazionali, soprattutto dando avvio a quanto concordato nell’Accordo di Programma. L’ultimo atto cronologicamente presentato, in merito a questa vicenda, è datato 21 marzo 2011 e nell’interrogazione si era già esplicitamente fatto riferimento al dramma che i lavoratori del TAC stanno sopportando da anni ed al rischio, facilmente preventivabile in assenza di misure concrete, che questo bacino tendesse, purtroppo, ad infoltirsi anche di altri numerosi lavoratori; – in questi ultimi mesi è emersa sulla stampa la notizia secondo la quale sembrerebbe essere stata richiesta al Ministero dello sviluppo economico l'estensione del sopra citato accordo di programma per i lavoratori del gruppo Adelchi; – la situazione dei lavoratori sopra citati, operanti a Tricase, area individuata nell'accordo di programma per il settore tessile, dell'abbigliamento e calzaturiero del Pit. n. 9, è precipitata inesorabilmente. Oggi queste persone sono collocate in regime di cassa integrazione in deroga regionale fino al 31 dicembre 2011 e negli ultimi giorni è emersa sulla stampa l’amara possibilità che gli stessi, ben 720 lavoratori, dopo tale data possano essere licenziati in mancanza di un piano industriale di rilancio del gruppo calzaturiero. Va precisato, inoltre che già in data 2 marzo 2011 fu sottoscritto presso la provincia di Lecce un verbale di intesa, alla presenza di Confindustria, Cgil – Filctem, Cisl – Femca, Uilta – Uil, Cisal e del presidente della provincia di Lecce nel quale al punto n. 1, comma 1.1, si legge «limitare l'estensione dell'accordo di programma ai lavoratori in esubero dal Gruppo Adelchi, convenendo sulla sottoscrizione dell'Accordo Integrativo da parte degli stessi soggetti firmatari dell'A.d.P e con la garanzia che l'Accordo Integrativo sia sostenuto con risorse finanziarie aggiuntive da parte del Governo e della Regione Puglia, sempre in quota parte, in attuazione delle intese definite in data 8 aprile 2010»; – l’interrogante in virtù della risposta del Sottosegretario Stefano Saglia all’interrogazione n. 5-04451 giunta il 9 giugno 2011, è a conoscenza che sarebbe “in corso di istruttoria la relazione sullo stato di attuazione dell'Accordo di programma al Collegio di vigilanza, composto dal MiSE e dal Presidente della regione Puglia, affinché esso possa adottare le necessarie determinazioni in relazione alla eventuale rimodulazione degli interventi previsti, al coordinamento delle azioni di rispettiva competenza dei soggetti sottoscrittori ed alle modalità di esecuzione degli interventi da parte di ciascuna amministrazione partecipante”. E che inoltre è demandata al “Collegio di vigilanza anche la decisione, in ordine alla estensione temporale e territoriale dello strumento di intervento di deindustrializzazione, oggetto dell'Accordo di programma, tenuto conto che tale intervento attualmente in essere presenta ancora la disponibilità di adeguate risorse e riguarda il territorio dove è stabilito anche il complesso produttivo dell'Adelchi”; – l’interrogante, dalle informazioni sopra riportate è anche a conoscenza che “per quanto attiene all'Accordo di programma del 1 aprile 2008, è stato riferito dall'Associazione degli industriali di Lecce che, a causa del tardivo insediamento del Gruppo di coordinamento, l'attuazione di quanto dallo stesso previsto ha subito una oggettiva traslazione di circa un anno. Pertanto, nel corso dell'ultima riunione del Gruppo di coordinamento, tenutosi il 29 marzo u.s., è stato deciso di avanzare richiesta di proroga dell'Accordo per un tempo pari al ritardo con cui era avvenuto l'insediamento del Gruppo di coordinamento”; – gli ultimi dati forniti dai diversi Istituti preposti al monitoraggio dell’occupazione nel Meridione d’Italia non sono certo confortanti. Lo Svimez ci dice che “nel Sud pur essendo presenti meno del 30% degli occupati italiani si concentra il 55% delle perdite di lavoro determinate dalla crisi” ed inoltre sottolinea che “il sistema degli ammortizzatori sociali, incentrato sulla cassa integrazione guadagni, appare una coperta ancora troppo corta nel Mezzogiorno. Ciò risulta evidente confrontando i dati sulla Cig con quelli sull’occupazione. A fronte di 252 mila posti di lavoro persi nel 2009-2010 al Nord vi sono stati ogni anno circa 290 mila unità di lavoro virtuali in Cassa integrazione; mentre al Sud la Cig ha riguardato appena 65 mila unità virtuali a fronte di una perdita di occupazione allarmante, di circa 280 mila occupati. In altre parole, mentre al Nord per ogni persona che ha perso il posto di lavoro ve ne è più di uno protetto dal sistema di ammortizzatori sociali, nel Sud invece solo un lavoratore su quattro gode delle tutele offerte dall’attuale sistema improntato sulla Cassa integrazione”; – occorre precisare che nei diversi incontri territoriali tenuti dall’interrogante con i lavoratori sottoposti al regime di cassa integrazione, quasi tutti hanno sempre manifestato la volontà e l’auspicio di poter tornare ad essere pienamente attivi nel mercato del lavoro; se i Ministri interrogati, alla luce di quanto sopra esposto, non intendano intervenire con urgenza per convocare un incontro presso i Ministeri competenti che possa affrontare nel modo adeguato ed alla luce degli ultimi accadimenti, la possibilità di dare concretamente avvio ad ogni misura utile, concreto avvio ed estensione dell’ Accordo di Programma compreso, volta alla salvaguardia della tutela occupazionale anche dei 720 lavoratori dell’Adechi, onde evitare una ulteriore moria occupazionale sul territorio salentino che come detto nelle premesse risulta essere già gravemente interessato dalla crisi economica. Bellanova, Articolo correlato: Tac Salento

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