Condono tombale. Via libera al far west delle rinnovabili

Potrebbe entrare nel Decreto sviluppo una maxi sanatoria non solo amministrativa, ma anche penale per reati edilizi, paesaggistici e ambientali

Si chiama “Condono in materia di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili” ed è il chiacchierato provvedimento che, elaborato negli uffici del ministero delle Politiche agricole di Saverio Romano, potrebbe entrare a far parte del decreto legge sullo Sviluppo elaborato dal ministro Paolo Romani. “Potrebbe”, perché la notizia, pubblicata sotto forma di indiscrezione dal Corriere della sera, è stata più volte smentita dal Governo. Gli ambientalisti sono già sul piede di guerra. E non a torto. Il provvedimento è infatti una sanatoria non solo amministrativa ma anche penale a favore di titolari di impianti di energie rinnovabili costruiti senza la prevista autorizzazione o la cui denuncia di inizio attività (Dia) stia per essere anata in sede giudiziaria o amministrativa. Tale provvedimento interesserebbe principalmente i titolari di impianti fotovoltaici di piccola e media taglia, in genere realizzati con costi e tempi assai ridotti, soprattutto se confrontati con quelli per gli impianti eolici e a biomasse. Con l'emendamento si arriverebbe a una maxi sanatoria a fronte del pagamento di 10 euro per ogni kilowatt installato. Ma il vero problema è che con il condono non verrebbero più perseguiti i reati edilizi, o quelli paesaggistici e ambientali, come a voler dare il “via libera” ad ogni tipo di illecito ambientale. Il tutto in nome delle ragioni economiche che, in tempi di crisi, verrebbero prima di ogni altra ragione ammissibile. Che cosa significherebbe questo per la Puglia? Spianare la strada all’illecito. Dietro il pagamento di 10 euro a kilowatt, potrebbero entrare in funzione, infatti, anche gli impianti bloccati per irregolarità o quelli sequestrati dalle forze dell’ordine perché ritenuti illeciti. Quantificare la presenza di impianti rinnovabili nella nostra regione, come nelle altre, è praticamente impossibile, soprattutto considerando il “sommerso”, ovvero quelli impianti non autorizzati che tuttavia funzionano, oppure quelli che già hanno ottenuto l’allaccio da parte del Gse, Gestore dei servizi energetici (l'ente statale che eroga materialmente gli incentivi alle energie rinnovabili) ma che ancora non sono entrati in funzione. Del resto, la Regione Puglia, che pure aveva dato il via, lo scorso aprile, ad un censimento degli impianti di energia da fonti rinnovabili, non l’ha ancora concluso e comunque l’attività è molto lunga anche perché si basa sulla comunicazione da parte di ogni singolo Comune dell’esistente sul proprio territorio. Tuttavia, secondo i dati di Gse, gli impianti fotovoltaici già allacciati alla rete nazionale in Puglia sono in tutto 19.875 per una potenza totale di 1.921,2 Mw, di cui 6.205 in provincia di Lecce, per una potenza di 509.028 kw. Gli impianti eolici sono invece 2.064 sull’intero territorio regionale, per una potenza di 3.886 Mw (il dato è aggiornato all’agosto 2010). Il Centro Servizi volontariato Salento riferisce che tutti gli impianti di rinnovabili occupano 2.400 ettari di terreno agricolo nel solo Salento e che agli uffici provinciali nel 2010 sono arrivate in tutto 88 richieste di autorizzazione per 88 impianti di fotovoltaico o eolico distribuiti in 68 Comuni salentini.

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