Net-scuola per i ‘nativi digitali’

LA STORIA DELLA DOMENICA. Lecce. All’Isiss Scarambone, i libri sono caricati direttamente su netbook ed iPad. E le lezioni si seguono in streaming

LECCE – Se della scuola ricordate solo lezioni noiose al limite del sonno-veglia, questa che stiamo per raccontarvi è tutt’altra storia. La tanto annunciata rivoluzione digitale è diventata realtà. Tra i banchi dell’Isiss Scarambone di Lecce ogni studente ha il suo netbook per lezioni interattive da nuovo millennio. Niente più appunti frettolosi a penna a biro ed “orecchie” su quaderni a righe e quadretti. I net-libri sono caricati direttamente sul computer (un netbook per le classi prime ed un iPad per gli anni successivi) ed ogni allievo può net-consultarli a suo piacimento. Non solo. Può net-interagire con l’insegnante attraverso pc e può seguire approfondimenti di ogni tipo su maxi schermi posizionati al centro della parete di classe. Un modo per accostare la didattica tradizionale, che comunque resiste, per gli amanti del gusto retrò, ad una didattica nuova, fatta apposta per i giovani, che in genere della tecnologia sono i maggiori consumatori. Lo Scarambone è l’unica scuola salentina ad aver aderito al progetto “Book in progress” – capofila l’Itis Majorana di Brindisi – che contribuisce alla diffusione della cultura informatica tra gli studenti e trova soluzione anche al problema del caro libri. Basta la quota di iscrizione di 100 euro per ricevere un corredo scolastico completo: libri di testo, in formato digitale e cartaceo realizzati dai 300 docenti che aderiscono alla rete nazionale del progetto; classi digitalizzate con maxischermo e computer per il docente, monitor da 50 pollici e Lim (lavagna interattiva multimediale); internet wi-fi per accedere liberamente e in ogni momento a nuovi strumenti per l’apprendimento; supporto alle lezioni con video lezioni disponibili su internet in streaming. “Lo Scarambone – dice il dirigente Dario Cillo – non è indifferente ai grandi cambiamenti tecnologici in atto e il progetto i.School è la prova del ripensamento del sistema didattico in un’innovativa ottica digitale, più rispondente alle mutate esigenze formative dei ‘nativi digitali’. I docenti della mia scuola, in collaborazione con i colleghi della rete nazionale, hanno autoprodotto i libri di testo per le classi prime e seconde e che saranno forniti sia su supporto cartaceo sia in formato digitale sulle chiavette usb e sui netbook in dotazione. La nostra idea è nata dall’esigenza di non lasciare il laboratorio informatico fuori dalla classe, ma di inglobarlo al suo interno, consentendo a studenti e docenti nuovi strumenti di didattica al passo coi tempi”. Un compagno di classe del quale sarà sempre più difficile fare a meno. Anche perché la febbre della tecnologia, una volta che contagiato, guarisca a fatica. Ed anche perché il progetto i.School è solo la prima conquista verso la scuola del futuro. “Improvvisamente si aprono nuovi scenari – conclude Cillo -. La scuola digitale potrebbe diventare un valido supporto per gli studenti costretti ad allontanarsi per lunghi periodi dalla scuola, ad esempio quelli costretti in ospedale”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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