Tributi: continua la saga del bando fantasma

Casarano. Si prevedono entrate per mezzo milione, il commissario scrive che il bando per la riscossione tributi è partito, ma sull’albo pretorio neanche l’ombra.

Di Maria Luisa Mastrogiovanni Continua ad infittirsi il ‘mistero’ sul bando di gara per l’affidamento all’esterno dei servizi di accertamento e liquidazione delle entrate comunali. Sulla delibera commissariale numero 82 (vedi allegato) con cui il commissario D’Onofrio approva la variazione alle entrate comunali, grazie alle quali, scrive, gli “equilibri di bilancio sono rispettati” leggiamo un dettaglio di non poco conto. La delibera commissariale infatti testualmente specifica che sono previste “maggiori entrate da recupero evasione tributaria, grazie all’esternalizzazione del servizio di accertamento e liquidazione delle entrate comunali, la cui procedura di gara è stata appena avviata”. Sono note le vicende anomale di “comparsa” e “sparizione” sull’albo pretorio di Sternatia di un bando costellato di stranezze (tanto per dirne una, era riportata la data di pubblicazione alla Gazzetta europea risalente al 2005), sui cui né il commissario né il segretario comunale sono riusciti a fare chiarezza. Hanno semplicemente detto che il bando non era mai stato pubblicato, nonostante nelle nostre mani, scaricato dall’albo di Sternatia, ci siano un documento ufficiale con tanto di numero di protocollo. Lasciando il dubbio che gli uffici comunali siano trasparenti, ma solo in direzione di taluni e strumentalmente agli interessi di altri. Ma tant’è. Adesso ecco un’altra perla. Scritta nero su bianco in una delibera commissariale con firma e timbro. Sull’albo pretorio del Comune di Casarano non v’è l’ombra di un bando per il servizio tributi, che al contrario sulla delibera 82 il commissario afferma essere stato emanato e sulla cui efficacia fondano (nella delibera n.81) una previsione d’entrata di circa mezzo milione di euro. Insomma: un bando che non c’è serve per certificare le entrate che verranno. Abbiamo anche verificato sulla Gazzetta europea, per vedere se, tra il 2005 e il 2011 è stato pubblicato il bando che verrà. Nulla. Delle due l’una: o il bando non c’è oppure se effettivamente è stato emanato, il commissario e il segretario devono spiegare (questa volta seriamente) perché non è stato pubblicato all’albo pretorio, nonostante sia citato e ‘utilizzato’ per certificare i bilanci in un atto pubblico. Infine, ma solo di passaggio: se andare a rileggervi il bando pubblicato a Sternatia vedrete che al privato che si sarebbe aggiudicato il servizio, non si richiedeva alcun risultato. Nessuna garanzia di riscossione, nessuna ‘performance’ richiesta. Solo un corrispettivo fisso mensile, da pagare anche con riscossioni pari a zero. Quindi, supponendo che il bando sia rimasto immutato – ma speriamo di no – come si può prevedere un’entrata da mezzo milione? E’ possibile però che abbiamo preso un abbaglio. Che il bando sia stato modificato, questa volta a beneficio del Comune e non dei privati e che sia stato pubblicato sull’albo pretorio di Canicattì.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!