Le truffe viaggiano per posta

Lecce. Un tempo furono le mail; oggi ritornano i raggiri a professionisti via posta prioritaria. Adoc mette in guardia

LECCE – Se prima era internet il luogo dei raggiri, del cosiddetto phishing (il furto di codici d'accesso o di parole chiave), delle email che promettono di ricevere denaro semplicemente inoltrando le stesse a dieci conoscenti, oggi sembra tornato di moda il vecchio raggiro via posta prioritaria, sebbene in versione riveduta e corretta. Nei giorni scorsi, l'Adoc (associazione per la difesa del consumatore) di Lecce, infatti, ha ricevuto numerose segnalazioni di liberi professionisti, società commerciali, associazioni, che si sono visti recapitare delle lettere che, sotto le mentite spoglie di una semplice “richiesta di aggiornamento dati”, peraltro appositamente tratti da elenchi o albi pubblici, celano veri e propri contratti vincolanti ed assai onerosi per chi inavvertitamente li sottoscriva rispedendo al mittente lo stesso modulo compilato. Tali raggiri sfruttano una “falla” nel sistema di protezione del contraente delineato dal Codice del Consumo: infatti, se il contraente è “persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale o professionale” non si applicano le speciali e maggiori tutele previste per il contraente qualificabile come “consumatore”. Il gioco è fatto, il nostro contraente è nella rete: infatti, non potendosi applicare le norme di particolare tutela previste dal Codice di consumo, il contratto sottoscritto e formalmente efficace che ne deriva è assoggettato alla disciplina del contratto “business to business”, cioè tra aziende: quindi non opera “il diritto di ripensamento”, “il foro speciale del consumatore”, e così via. Per di più, tali contratti sono proposti da società aventi sede in paesi dell’Unione Europea e ciò complica ulteriormente ed esponenzialmente la possibilità di difesa contro questo tipo di raggiri. L’invito dell’Adoc a tutti i consumatori e in particolare i “professionisti” è dunque a diffidare da proposte che provengano da mittenti non ufficiali e con nomi che riecheggiano quelli di organismi ufficiali (ordini professionali, camere di commercio, enti istituzionali) in quanto i contratti eventualmente sottoscritti potrebbero risultare estremamente gravosi e di difficile, se non impossibile, anabilità. Per segnalazioni all’Adoc: via Pietro Palumbo, n° 2, tutti i giorni (escluso sabato e festivi) dalle ore 9.00 alle 13.00, tel. 0832.246667, fax 0832.246665, e-mail: lecce@adocpuglia.it.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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