Qualità ambientale. Lecce bassa in classifica

Lecce. Il rapporto Legambiente: buona qualità dell’aria, discreta quantità di piste ciclabili, scarsa raccolta differenziata

LECCE – Smog, traffico, rifiuti. Le città italiane non sono sicure. E' quanto emerge dal Rapporto annuale di Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore sulla qualità ambientale dei centri urbani presentato ieri a Genova. L’indagine si concentra sulle eco-performance dei 104 capoluoghi di provincia, dividendoli in tre gruppi per dimensioni: 15 città grandi (con popolazione superiore ai 200.000 abitanti), 44 città medie (con popolazione compresa tra 80.000 e 200.000 abitanti) e 45 città piccole (con popolazione inferiore a 80.000 abitanti). In questo modo il confronto è realizzato tra gruppi di città omogenei rispetto a molte problematiche di gestione della città. Il capoluogo salentino rientra nella seconda fascia, quella delle città di medie dimensioni. Nella classifica generale la città di Lecce è al 32esimo posto su 44 posti totali. Al primo posto della classifica c’è Bolzano, all’ultimo Siracusa. Il rapporto impiega 25 indici tematici basati su una settantina di indicatori primari (ed oltre 120 parametri). Tali indicatori consentono di valutare tanto i fattori di pressione e la qualità delle componenti ambientali, quanto la capacità di risposta e di gestione ambientale dei Comuni. Qualità dell’aria. Lecce è al terzo posto in classifica di merito dopo Terni e Brindisi per emissioni pericolose di biossido di azoto, con una media di 24 nanogrammi per centimetro cubo; all’ultimo posto dalla classifica c’è Bergamo con 59 nanogrammi. Quando a concentrazioni di pm10, il capoluogo salentino scende in decima posizione, con una concentrazione di 25,7 nanogrammi per centimetro cubo nella classifica guidata dalla virtuosa Bolzano (21 nanogrammi) e chiusa da Siracusa (47 nanogrammi). Rifiuti. Per quantità di rifiuti prodotti da ogni singolo abitante, Lecce è 31esima in classifica con 668,6 kilogrammi di rifiuti annui per abitante; a Monza, città prima in classifica,ogni cittadino produce 442,9 kilogrammi di rifiuti ogni anno; a Rimini, ultima in classifica, 857,7 kilogrammi. Ma dove il capoluogo salentino perde posizioni è soprattutto nel settore della raccolta dei rifiuti: solo il 12,9% dei rifiuti viene differenziato sul totale dei rifiuti prodotti, quando invece a Novara, in testa alla classifica, la percentuale è del 72,4%; anche in questo caso è Siracusa la coda della lista con appena il 3,3% di differenziata. Auto e verde pubblico. Posizione ancora più bassa, numero 42 su 44, quanto a tasso di motorizzazione, ovvero la diffusione delle auto tra gli abitanti; a Lecce ce ne sono 68 ogni 100 abitanti (a La Spezia, 50; a Latina, 73). In compenso ci sono 15,94 metri di piste ciclabili ogni 100 abitanti; indice che colloca la città in undicesima posizione; ma solo 3,86 metri quadrati di verde per ogni cittadino (36esima posizione).

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