Ricchi incarichi a Garrisi: Bellanova interroga

Lecce. Teresa Bellanova (Pd) chiede conto a Maroni e Brunetta delle scelte dell’ Ato Le2 presieduta da Silvano Macculi

Incarichi succulenti e scelte non trasparenti. L’Ato Lecce 2 e il suo presidente Silvano Macculi sotto il fuoco incrociato di 15 sindaci e della parlamentare Pd Teresa Bellanova, che interroga i ministri Maroni e Brunetta, chiedendo conto di scelte opinabili. Come quella, contestata da 15 sindaci del Consorzio Ato Le2 che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti per la metà dei Comuni della Provincia, in tutto 46, di conferire più incarichi a cinque zeri al vicesindaco di Lecce Gianni Garrisi, dello stesso partito di Macculi. Nel conferire due incarichi a Garrisi per un totale di quasi 120mila euro, l'Ato Le2 ha previsto una spesa dai quattromila ai seimila euro l'uno, ma la parcella poi presenta dal professionista per difendere l'Ato in due contenziosi, si è rivelata di dieci volte tanto. La circostanza si è ripetuta per ben due volte. Inoltre, gravissima, la mancata nomina del collegio dei revisori dei conti. Per questo nel corso della seduta del 14 ottobre infatti, che poneva all’ordine del giorno l’ approvazione del conto consuntivo 2009 e il bilancio di previsione e consuntivo 2010, quello di previsione 2011, 15 sindaci hanno sottoscritto un documento nel quale contestano al presidente del Consorzio, Silvano Macculi, la “palese violazione di norme per ciò che concerne i principi che regolano la gestione degli enti locali e dei loro consorzi”. Le contestazioni mosse dai sindaci riguardano l’assenza nel Consorzio del collegio dei revisori dei conti, iter e tempi di approvazione del bilancio di previsione e del rendiconto di gestione ed in particolare la convocazione dell’organo assembleare in seduta quasi contemporanea a quello del consiglio d’amministrazione, in palese violazione di quanto disposto dall’art. 227 del Testo Unico Enti Locali. Tutto questo nonostante il consorzio abbia scelto un regime contabile pubblico e dunque debba ottemperare a tutti gli obblighi imposti ad un pubblica amministrazione. In primis la trasparenza. Invece, sul sito www.atolecce2.it la sezione relativa a ‘incarichi e consulenze’ è vuota. Semplicemente, non ci sono informazioni. La parlamentare del Pd, Teresa Bellanova, porta in Parlamento la vicenda dell’Ato Lecce 2, all’attenzione dei Ministri Maroni e Brunetta, affinché intervengano, con urgenza, ognuno per le proprie competenze, per verificare quanto emerso in questi giorni, sollecitando, in ipotesi, l’attivazione degli organi preposti al controllo, quali la Corte dei Conti, affinché non vi siano ombre, nelle questioni di interesse pubblico e nella fattispecie in merito all’operato sulla gestione, trasparenza e legalità del Consorzio Ato. Lecce 2. “Quando si parla di gestione delle risorse pubbliche” afferma la Bellanova “la parola d’ordine deve essere trasparenza. Stiamo al punto: il Consorzio ha scelto l’applicazione del regime contabile pubblico e pertanto, dovrebbe obbligatoriamente attenersi nella predisposizione e approvazione degli strumenti finanziari e contabili a quanto dettato dal Decreto Legislativo 267/2000. Ben 15 sindaci hanno posto a Macculi dei rilievi che rinviano ad un mancato rispetto delle regole anche per ciò che concerne l’assegnazione di costosi incarichi. Credo che su questo si debba chiedere obbligatoriamente chiarezza. A mio avviso non si può derubricare questa richiesta come ad un fatto puramente personale, a maggior ragione quando il Sindaco di Corigliano d’Otranto fin dal lontano 26 aprile 2010 ha denunciato approssimazione nel programmare ed organizzare la gestione del servizio di igiene urbana, dimettendosi dalla carica di vice-presidente, diffidando Macculi e chiedendo insistentemente, sino ad oggi, un’azione di controllo sull’operato del Consorzio. Tutti, Macculi incluso, hanno il dovere di comprendere che una donna che svolge una funzione istituzionale, qual è il sindaco di un Comune, ha il dovere di agire in nome e per conto dei cittadini. Non comprendere questo vuol dire essersi fermato all’era paleolitica del senso civico”. “L’ambito della organizzazione, gestione, raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani” conclude la parlamentare “è un settore particolarmente delicato che interessa l’intera collettività, sia dal punto di vista della tutela ambientale e della salute, sia dal punto di vista prettamente economico e rispetto al quale sarebbe buona prassi mantenere un alto livello di vigilanza. In merito ad un tema così rilevante, dunque, ritengo non sia consentito porre in deroga i principi di legalità, trasparenza e controllo dell’operato di tutti coloro che sono preposti ad assicurare un servizio alla comunità. Ecco perché ho deciso, nel rispetto di tutti i cittadini facenti parte dell’Ato Le2, di porre la questione direttamente sui tavoli ministeriali”. DI SEGUITO IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE: INTERROGAZIONE a risposta in Commissione BELLANOVA – Al Ministro degli Interni, al Ministro della Pubblica Amministrazione. Per sapere, premesso che: – il Consorzio A.T.O. Lecce 2 nasce nel 2007, lo scopo, come si evince dallo statuto dello stesso, si sostanzia nell’esercizio di funzioni attinenti all’organizzazione, all’affidamento e al controllo del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, nonché nell’esercizio di ogni altra competenza trasferita, per legge, dai Comuni consorziati. Vale la pena precisare che il consorzio A.T.O. Lecce 2 alla sua costituzione ha scelto l’applicazione del regime contabile pubblico e pertanto, dovrebbe obbligatoriamente attenersi nella predisposizione e approvazione degli strumenti finanziari e contabili a quanto dettato dal Decreto Legislativo 267/2000 (TUEL); – notizie di stampa segnalano che i Sindaci di Alezio, Cannole, Carpignano Salentino, Corigliano d’Otranto, Cursi, Giuggianello, Melpignano, Nardò, Otranto, Palmariggi, Sannicola, Scorrano, Sogliano Cavour, Soleto, Uggiano La Chiesa, tutti comuni salentini facenti parte del Consorzio A.T.O. Lecce 2, nel corso della seduta del 14 ottobre che poneva all’ordine del giorno l’ approvazione del conto consuntivo 2009 e il bilancio di previsione e consuntivo 2010, quello di previsione 2011, hanno sottoscritto un documento nel quale contestano al Presidente del Consorzio, dr. Silvano Macculi, la “palese violazione di norme per ciò che concerne i principi che regolano la gestione degli enti locali e dei loro consorzi”; – nella fattispecie le contestazioni mosse dai sindaci sopra citati riguardano l’assenza nel Consorzio del collegio dei revisori dei conti, iter e tempi di approvazione del bilancio di previsione e del rendiconto di gestione ed in particolare la convocazione dell’organo assembleare in seduta quasi contemporanea a quello del C.D.A. in palese violazione di quanto disposto dall’art. 227 del Testo Unico Enti Locali; – i sindaci firmatari del documento assicurano di aver sempre sostenuto, con senso di responsabilità istituzionale e fiducia, l’attività dell’A.T.O. anche “approvando in sanatoria ben tre bilanci di previsione, rivenienti agli anni 2007, 2008, 2009 e due rendiconti di gestione del 2007 e 2008, nonostante l’Assemblea non abbia mai provveduto ad istituire il Collegio dei Revisori, organo indispensabile per l’approvazione dei bilanci”; – nel documento si chiede, inoltre di porre a verifica, attraverso un esame puntuale degli atti, i criteri e le procedure di selezione sulla base dei quali sono stati individuati i tecnici e liberi professionisti incaricati dal Consorzio; le procedure di trasparenza e pubblicità adottate dal Consorzio nell’assegnazione degli incarichi al fine di verificarne la legittimità e se gli stessi siano stati resi pubblici nei confronti di tutti i soci partecipanti all’organo consortile; tutti gli atti gestionali inerenti impegni di spesa e liquidazione dei pagamenti; i criteri e le modalità di affidamento a molteplici aziende di servizi diversi in assenza di procedure comparative o di un albo delle ditte di fiducia preventivamente regolamentato e/o pubblicato presso i soci partecipanti all’organo consortile; – dalle notizie riportate dai media emerge, infatti, che il Presidente dell’A.T.O. Lecce 2 abbia conferito incarichi, tra gli altri, al Presidente dell’A.T.O. Lecce 1, dr. Gianni Garrisi, il quale è anche Vicesindaco ed Assessore all’Ambiente del Comune di Lecce. Nello specifico sembrerebbe che il 20 novembre 2008 il dr. Macculi abbia incaricato l’avvocato Garrisi per tutelare gli interessi del Consorzio nella controversia avviata da una ditta del servizio di raccolta rifiuti. “L’impegno di spesa assunto per pagare l’avvocato è di appena quattromila euro ma non sarebbe stato specificato il capitolo di spesa cui attingere la somma”. Dopo la controversia, il 26 aprile 2009 l’avvocato Garrisi ha emesso una parcella di 57.586,92 euro, liquidata allo stesso dopo pochi mesi dal dirigente dell’A.T.O. Lecce 2 dr. Fernando Bonocore che risulta essere anche dirigente del Servizio Ambiente del Comune di Lecce. Inoltre, il 17 marzo 2009 il Presidente Macculi incarica l’avvocato Garrisi per difendere il Consorzio in una causa al Consiglio di Stato. La spesa presunta in questo caso è di circa cinquemila euro, all’esito della causa, il 17 gennaio 2011, l’avvocato Garrisi emette una parcella di 62.305,00 euro che il dirigente Bonocore liquida; – l’azione di controllo richiesta da parte dei 15 sindaci risulta essere anche a tutela dei cittadini e della razionalizzazione dei costi, poiché nei comuni facenti parte del Consorzio, in questi ultimi anni, la Tarsu (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) è aumentata notevolmente; – da quanto accertato risulta che il Consorzio non abbia rispettato quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 che al Capo III – Trasparenza e rendicontazione della performance, art. 11 comma 8, lettera i) dispone “ogni amministrazione ha l’obbligo di pubblicare su proprio sito istituzionale in apposita sezione di facile accesso e consultazione, e denominata “Trasparenza, valutazione e merito” gli incarichi, retribuiti e non retribuiti, conferiti ai dipendenti pubblici e a soggetti privati”; – l’ambito della organizzazione, gestione, raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani è un settore delicato che interessa l’intera collettività, sia dal punto di vista della tutela ambientale e della salute, sia dal punto di vista prettamente economico e rispetto al quale sarebbe buona prassi mantenere un alto livello di vigilanza. A parere dell’interrogante in merito ad un tema così rilevante, non è consentito, dunque, porre in deroga i principi di legalità, trasparenza e controllo dell’operato di tutti coloro che sono preposti ad assicurare un servizio alla comunità; se il Ministri interrogati, in virtù di quanto sopra esposto non intendano intervenire con urgenza, ognuno per le proprie competenze, per verificare quanto sopra riportato, sollecitando, in ipotesi, l’attivazione degli organi preposti al controllo, quali la Corte dei Conti, affinché non vi siano ombre, nelle questioni di interesse pubblico e nella fattispecie in merito all’operato sulla gestione, trasparenza e legalità del Consorzio Ato Lecce 2.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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