Divorziata. Tar: 'non può insegnare religione'

Lecce. Un'insegnante di religione alle prese con la sua 'via crucis'

di Giacomo Grippa La seconda Sezione del Tar di Lecce ha pubblicato giorni fa la sentenza sul ricorso (n.1634/010) proposto dalla prof. F.A. per la nomina in servizio a tempo indeterminato, quale docente di religione. La ricorrente in precedenza aveva già ottenuto sentenza favorevole per la immisione in graduatoria, negatale dall' Ufficio Scolastico Regionale, in quanto priva della richiesta idoneità, in corso di rilascio da parte della diocesi di Otranto. La situazione “ostativa” per la interessata era data dall' essere al tempo madre nubile, poi coniugata col rito civile ed anche religioso, dopo aver ottenuto l'anamento del primo matrimonio, proprio da un Tribunale ecclesiastico. Alla docente però il Tar ha negato la rivendicata assegnazione di posto, perché il diritto alla ottenuta inclusione in graduatoria non la comprenderebbe, mancante l' analoga idoneità, rilasciabile dalla diocesi di Lecce. Incredibili le vicende della docente: oltre ai due matrimoni, due sentenze e due diocesi, alternativamente favorevoli e contrarie, quasi un calvario. La contraddizione di fondo, illaica, da rimuovere senza elusioni, è rappresentata dallo stato giuridico dei docenti di religione della scuola pubblica, a “patto” che siano abilitati da una autorità religiosa extrastatale.

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