La protesta degli sgomberati in Comune

La consigliera Spagnolo e i proprietari delle case in via Milinanni hanno approfittato del Consiglio comunale di ieri per chiedere aiuto al sindaco

Il Consiglio Comunale di ieri, a Palazzo Carafa, si è aperto con un fuori programma: alcune delle famiglie sgomberate, per motivi di sicurezza, dagli appartamenti di via Milinanni hanno voluto far sentire la loro voce per una situazione che non può, evidentemente, continuare ad essere ignorata. L'edificio a nome “Quadrifoglio”, in zona ex cave di Marco Vito, è, da un mese esatto senza condomini perché pericolante. I continui scricchiolii e il moltiplicarsi di macrofessure nel calcestruzzo hanno fatto sì che i vigili del fuoco dichiarassero inagibile l'immobile cambiando radicalmente la vita delle persone che avevano comprato quelle case appena una manciata di anni fa. Sostenuti dalla consigliera del Pd Angelamaria Spagnolo, i residenti di via Milinanni hanno chiesto all'amministrazione, e in particolare al sindaco Paolo Perrone, che vengano loro assegnati degli alloggi temporanei; molte famiglie, in virtù dello sgobero, sono ormai divise da un mese. Chi coi genitori, chi da amici, ma le soluzioni sono precarie, e considerando che oltre i nuclei familiari con bambini, ci sono anche persone gravemente malate, sarebbe opportuno restituire a questa gente un po' di tranquillità. L’assessore all’Urbanistica, Severo Martini e il dirigente del ramo Luigi Maniglio, dopo una discussione serrata con i cittadini che protestavano a gran voce e con la stessa consigliera Spagnolo, si sono in qualche modo impegnati a parlare con la ditta costruttrice dell'edificio in questione: la MartiCostruzioni Immobiliari srl. “Per il momento – ha voluto subito chiarire il sindaco Perrone – il Comune non ha disponibilità di appartamenti”. I condomini sgomberati, però, hanno indicato come possibile accomodamento un hotel situato a Torre dell’Orso, di proprietà della ditta Marti, la stessa che ha costruito le loro case. Le colpe, da mesi, rimbalzano da più parti, dai costruttori all'Acquedotto pugliese. Tuttavia, al di là di valutazioni tecniche che spettano alle autorità preposte, è necessario che l'amministrazione di Palazzo Carafa di ingegni per trovare una soluzione ad un problema che sta rovinando la vita a 32 famiglie.

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