Auto in fiamme. Appello dell’Università popolare

Casarano. Terzo attentato incendiario. I cittadini chiedono l’intervento del Prefetto

E sono tre. Terzo atto intimidatorio in una settimana. Anche in questo caso si è voluto colpire la vittima designata distruggendo la propria automobile. E’ accaduto ieri mattina all’alba in via Lombardo-Veneto 23, una zona non lontana dal centro commerciale dell’ex area Filanto. Erano passate da poco le 5 quando un’Alfa Romeo “166” di proprietà di un operaio, M. A., di 45 anni, è andata distrutta dalle fiamme a causa di un incendio, probabilmente di natura dolosa. In città, intanto, è scattato l’allarme e la società civile reagisce con una appello sottoscritto a Prefetto, forze dell’ordine, Commissario prefettizio e a tutte le istituzioni preposte affinché vigilino su quanto sta accadendo. Stavolta non è stata utilizzata una bomba, come nei due precedenti episodi, ma liquido infiammabile. I malviventi avrebbero cosparso di benzina l’Alfa Romeo, forse anche all’interno dell’abitacolo dopo aver rotto un vetro, e dato fuoco al liquido infiammabile, provocando l’incendio che ha completamente distrutto l’automobile. Il veicolo era fermo da qualche tempo per un guasto, in attesa di essere riparata. Sul luogo sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Casarano e i vigili del fuoco che hanno rinvenuto una tanica vuota nei pressi del veicolo. Ai militari dell’Arma, la vittima non ha saputo dare una spiegazione per giustificare quello che sembra a tutti gli effetti l’atto intimidatorio subito. Al momento non c’è nessun elemento che possa chiarire l’accaduto. Gli investigatori non scartano alcuna ipotesi e stanno scavando nella vita privata della vittima. Si diceva che l’attentato di ieri mattina è il terzo in sette giorni. Il primo è avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 ottobre scorso quando un grosso ordigno ha fatto esplodere una Lancia Y, in via Principe di Piemonte, di proprietà della moglie di un cuoco. Forse si è trattato di un errore perché l’altra mattina, alle 3.30, in una strada vicina, via Leonardo Da Vinci, esplode un’altra Lancia Y di proprietà di un ristoratore. Tre casi gravissimi in così poco tempo sono troppi per essere solo una coincidenza. La risposta della società civile, già prima di questo terzo episodio inquietante, non si è fatta attendere. L’Università Popolare di Casarano, infatti, ha lanciato un appello alle istituzioni, al quale hanno già aderito alcune associazioni. «Con fermezza – si legge nella lettera-appello – chiediamo alle Forze dell’Ordine, al Commissario e a tutte le istituzioni preposte, di vigilare e di indagare per estirpare questa nascente e quanto mai preoccupante ondata di violenza». «Si percepisce chiaramente – prosegue l’appello – che la Città e la comunità tutta di Casarano stanno attraversando un periodo particolarmente delicato della propria esistenza civica, pertanto incoraggiamo e sproniamo ulteriormente chi di dovere a mantenere alto il livello di guardia per respingere con vigore e forza ogni tentativo di turbamento della civile convivenza. Spingiamo, infine, tutta la cittadinanza a collaborare in qualsiasi forma con le forze dell’Ordine. Casarano tutta – conclude la lettera – nell’espressioni parrocchiali, partitiche e di associazionismo, manterrà alto il livello di guardia e di attenzione sul proprio territorio per combattere ogni forma di azione criminosa».

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