Sos coste

Cercasi strategie per impedire al mare di fare il mare

Allarme erosione coste. Il mare si riprende la spiaggia. E con la spiaggia si riprende anche i mega-ristoranti e bar costruiti fin sulla battigia e che già dovevano essere rimossi. Il problema non è il mare che ha straripato, sono i mega bar costruiti sulle dune che hanno occupato lo spazio che normalmente le mareggiate occupano d’inverno. Autorità e imprenditori concordi: si richiede intervento straordinario; bisogna impedire assolutamente al mare questo fastidioso e arbitrario movimento ondulatorio. Leggete che cosa dice il wwf sull’allarme erosione. Vi sembra che nel Salento si stiano rispettando queste semplici regole? Stop a nuove concessioni. Queste ormai rare spiagge devono rimanere come sono, abbiamo il diritto di pretenderlo. Chi gestisce una concessione balneare inevitabilmente fa quello che ritiene essere il proprio interesse per aumentare i clienti: anno dopo anno amplierà lo spazio occupato dal proprio stabilimento a scapito della duna e della biodiversità. Il chiosco si ingrandirà, spunterà un nuovo campetto per lo sport o una nuova fila di ombrelloni, la spiaggia verrà appiattita. E se le mareggiate si porteranno via qualche metro di spiaggia e qualche ombrellone, bè, allora si sentirà in diritto di recuperarlo spianando un pò di duna. E di pretendere dall'ente pubblico rimborsi o costosi interventi di ripascimento. Insomma, i concessionari sono quasi sempre una iattura per le dune costiere, il processo di “riminizzazione” non lascia scampo! Evitare l'uso di automezzi, siano essi trattori, vagliatrici, ruspe o fuoristrada, gommati o cingolati. Se proprio non se ne può fare a meno, individuare un percorso che arrechi meno danno possibile – non sulla duna né al suo piede – e non usarne altri. Oltre a danneggiare le piante gli automezzi alterano il profilo naturale della spiaggia, tendendo ad appiattirla e a renderla facile preda dell'erosione. La pulizia, stagionale o quotidiana, deve essere effettuata a piedi e a mano, senza far uso di vagliatrici meccaniche che alterano il profilo della spiaggia, estirpano le piante e rimuovono tutti i residui naturali spiaggiati… che a ben vedere rifiuti non sono. Tronchi, rami, canne, foglie ed alghe vanno infatti lasciati laddove il mare li ha depositati: sono parte importante nell'equilibrio di molte spiagge, costituiscono nuclei di deposizione ed accumulo per la sabbia, ostacolando la dispersione della stessa ad opera del vento e in certi casi sono talmente abbondanti da contrastare l'erosione marina. E' tra di essi che germogliano erbe pioniere come Cakile maritima e Salsola kali, è quindi grazie ad essi che inizia il processo di formazione della duna. Inoltre, senza il loro riparo i coleotteri della sabbia, spesso rarissimi, sono condannati. I resti di Posidonia oceanica vanno lasciati dove il mare li deposita. Non è un'alga, come si crede, ma una pianta superiore con fusto, radici e foglie nastriformi che forma vaste praterie sommerse ed è fondamentale per l'ecologia delle coste. Poiché è molto esigente, richiedendo acqua pulitissima e trasparente, la sua presenza è indice di alta qualità ambientale, molto meglio di una “bandiera blu”: i comuni dovrebbero quindi andarne fieri e non far di tutto per rimuoverne ogni indizio! In inverno perde le foglie, una parte delle quali vengono sospinte sulle rive in caratteristici accumuli detti “banquettes”, insieme a parti di pelosi rizomi e a fibre fogliari arrotolate dal moto ondoso a costituire caratteristiche palle, dette egregropile. La degradazione delle foglie è alla base delle catene alimentari costiere, garantendo così una pesca abbondante. Le banquettes, inoltre, sono un formidabile strumento per smorzare la forza delle onde e consentire alla sabbia di depositarsi ed essere trattenuta. Laddove gli ammassi di foglie vengono rimossi la spiaggia finisce per ridursi. Tuttavia se proprio si ritiene indispensabile rimuovere depositi considerati eccessivi, ci si limiti a spostarli con grande accortezza al margine della spiaggia, al piede della duna, dove con il tempo verranno coperti dalla sabbia e dalla vegetazione dando vita ad un nuovo cordone dunale; oppure possono essere ammucchiati dove non danno fastidio ma alla fine dell'estate andranno restituiti alla riva. Articoli correlati: Mareggiate. Il Sib: ‘Interventi urgenti o barricate' Erosione costiera. Cariddi: ‘In attesa del progetto'

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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