Cocaina ai vip: Motta smentisce

Lecce. Operazione Augusta. Il procuratore Cataldo Motta taglia corto: “Nessun nome di politici acquirenti di droga”

Si affida ad una nota stampa il procuratore Cataldo Motta, e smentisce seccamente tutte le notizie diffuse dalla stampa su presunti coinvolgimenti di vip leccesi, in particolare politici, nell’acquisto e consumo di cocaina. Il contatto tra i politici e gli esponenti della criminalità organizzata c’è stato, ma solo relativamente ad argomenti “leciti”. Per esempio il nome di un politico salta fuori in un’intercettazione in cui Sergio Greco, che dalle indagini risulta essere il rifornitore di cocaina di tutta Lecce, chiede l’accredito per assistere alla partita. Ora, considerando le ultime polemiche anche sul numero eccessivo di accrediti per il Via del Mare, perché un politico si sarebbe dovuto interessare a far avere un accredito a Sergio Greco? Qual è l’origine dei rapporti tra i politici del capoluogo e i clan della Scu? Le conversazioni sono avvenute su “argomenti leciti”, ha dichiarato il procuratore Motta. Il dato grave, da evidenziare, è che non sarebbero mai dovute avvenire. Ecco il comunicato del procuratore Cataldo Motta: “Con riferimento alle notizie ripetutamente diffuse di conversazioni, riguardanti acquisti di cocaina o che trattino argomenti relativi ad essa o ad altre sostanze stupefacenti, con parlamentari e amministratori comunali che sarebbero state intercettate nel corso delle indagini della cosiddetta operazione “Augusta” che ha riguardato una cinquantina di arresti per l'attività criminale di un gruppo organizzato di tipo mafioso, emanazione della storica associazione comunemente nota come sacra corona unita, stante la infondatezza delle suddette notizie, che ingiustamente coinvolgono persone del tutto estranee alle indagini, a tutela della loro onorabilità e rammentando che ai sensi dell'art.5 del decreto legislativo n.106 del 2006 il procuratore della Repubblica è il solo legittimato a dare informazioni in ordine a vicende processuali, ho il dovere di comunicare che non è stata intercettata e non c'è negli atti delle indagini alcuna conversazione telefonica o tra presenti e non è risultato -neanche durante i servizi di osservazione -alcun contatto dal quale possa ritenersi, ricavarsi o comunque desumersi che- alcun politico, parlamentare, consigliere o assessore comunale, provinciale o regionale avesse acquistato, acquistasse o dovesse acquistare qualsivoglia tipo di droga ovvero ne avesse fatto, ne facesse o dovesse farne uso. Le uniche conversazioni cui partecipino esponenti della politica o nelle quali a loro si faccia riferimento trattano esplicitamente di argomenti leciti riguardanti l'acquisto di un paio di occhiali da parte di Gabriele Rizzo presso un negozio di ottica (dicembre 2007-gennaio 2008), il pagamento di fatture per servizi resi dalla società Iron Service nel 2006/2007 ed il rilascio a Sergio Greco di un documento con le sue generalità (verosimilmente per l'accesso allo stadio)

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