Terme vendesi

A Santa Cesarea è in vista la privatizzazione della quota di maggioranza, di proprietà della regione, delle terme sulfuree. Un’operazione che puzza. Di zolfo

Ricordate la battaglia dei cittadini e della Regione Puglia contro la privatizzazione dell'acqua? La battuta ricorrente era “ci faranno pagare anche l'aria che respiriamo”. A Santa Cesarea pare proprio che sarà così. E' in vista la privatizzazione della quota di maggioranza, di proprietà della Regione Puglia, delle terme sulfuree. Patrimonio di tutti, bene comune, ambientale e culturale, un regalo che ci arriva gratis direttamente da madre natura. Per la Cgil “operazioni poco chiare possono pregiudicare il destino delle Terme, patrimonio di tutti”. Il presidente della Provincia Antonio Gabellone ha lanciato un appello alla Regione Puglia affinché “affidi il processo di privatizzazione direttamente al Comune di Santa Cesarea trasferendo le proprie quote azionarie allo stesso ente”. L'assessore al bilancio Michele Pelillo ha affermato perentorio: “Le quote azionarie hanno un valore patrimoniale molto alto e la Regione non può disfarsene a titolo gratuito; non penso – ha detto Pelillo – che Santa Cesarea abbia bisogno di un regalo così grande e poi perché potrebbe presto esserci l'ingresso di un operatore qualificato a livello internazionale”. Come come? “Potrebbe presto esserci l'ingresso di un operatore qualificato a livello internazionale”. Una cosa è certa: quest'operazione puzza di zolfo.

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