Puglia declassata. Pelillo: 'Nessuna conseguenza'

Bari. La Regione perde due posizioni scendendo al quartultimo posto su dieci. L'assessore al Bilancio: “Penalizzati dalla mancanza di cridibilità dell'Italia”

BARI – Non sembra preoccupato dalla notizia l’assessore regionale al Bilancio Michele Pelillo che nell’illustrare la posizione della Regione a seguito del declassamento da parte dell’agenzia di rating Moody’s del debito, ha assicurato che non ci sarà alcuna conseguenza per la Puglia. “Ricordo che nel mondo esistono tre agenzie di rating – ha detto Pelillo -: due statunitensi, Standard&Poors e Moody’s e una inglese, Fitch. Tutte hanno rivisto al ribasso il debito sovrano dello Stato italiano, ma in maniera diversa. La disparità ci induce a cautela nelle valutazioni complessive dell’azione di queste agenzie. Tuttavia il declassamento ha come automatica conseguenza l’abbassamento del rating anche per gli enti locali e le imprese. Le agenzie valutano autonomamente il debito solo degli stati sovrani, mentre Moody’s è in Puglia solo a causa del vecchio bond sottoscritto dal precedente governo regionale con Merrill Lynch. Il bond che fu emesso prevedeva la valutazione da parte di Moody’s”. “Tutto questo – ha continuato l’assessore – non avrà conseguenze sul piano pratico, in quanto la Puglia non ha richiesto nuovi mutui o prestiti sul mercato, pagando ancora le rate del vecchio bond su cui, come è noto, ci sono attenzioni anche da parte degli organismi giudiziari”. “Mi irrita il fatto che, nonostante l’ottimo lavoro fatto per garantire la solidità di bilancio e gli apprezzamenti fatti dalla stessa Moody’s, la Puglia debba subire automaticamente il declassamento da parte di Moody’s dopo il ribasso fatto sul debito nazionale. Siamo stati penalizzati per il sol fatto che ha perso credibilità il debito nazionale: questo non è molto gratificante per noi e per tutto il sistema Paese”. La Puglia avrebbe dunque subito il declassamento in conseguenza del declassamento italiano; una sorta di effetto domino che avrebbe travolta assieme allo Stato centrale anche la Regione. Sarà. A questo punto ci sarebbe però da chiedersi come mai la stessa sorte non sia toccata ad altre Regioni e su quali basi la Puglia avrebbe perso due posizioni ed altre Regioni meno. 6 ottobre 2011 Moody’s declassa la Puglia BARI – Se l’Italia se la passa male, la Puglia sta ancora peggio. Moody's, società di rating statunitense, ha tagliato la valutazione finanziaria della Regione declassandola da “A1” ad “A3”. Due gradini in meno che fanno vacillare quello che era un punto fermo della Regione targata Vendola, che godeva di grande affidabilità. Il livello “A3” cui la Puglia è stata collocata (il quartultimo nella scala di dieci: “Aaa”, “Aa1”, “Aa2”, “Aa3”, “A1”, “A2”, “A3”, “Baa1”, “Baa2”, “Baa3”) è ancora inferiore rispetto a quello dove si trova l’Italia, declassata anch’essa nei giorni scorsi, ma da “Aa2” ad “A2”. Tuttavia la Puglia non è l’ultima della classe. Insomma, c’è chi sta peggio di noi. E precisamente, l'Abruzzo che scende da “A2” a “Baa1”, la Calabria da “A3” a “Baa2”, la Campania da “A3” a “Baa2”, il Lazio da “A2” a “Baa2”, il Molise da “A2” a “Baa1”. Codici di numeri e lettere che sembrano dire poco ma che un significato ce l’hanno eccome: si sta sempre peggio. Soprattutto al Sud. Meglio della Puglia, pure tra le Regioni declassate, ci sono Basilicata, Liguria, Marche ed Umbria, retrocesse da “Aa3” a “A2”, e Toscana e Veneto che scendono da “Aa2” a “A2”. Ma Moody's ha annunciato una serie di azioni sui giudizi di una serie di amministrazioni locali, istituti di credito e aziende. Oltre agli Enti regionali, nella “lista nera” ci sarebbero anche le province autonome di Trento e Bolzano, le province di Milano, Firenze e Torino e Rieti, le città di Milano, Venezia, Siena, Civitavecchia, Firenze e Napoli, la Cassa del Trentino, Finlombarda, Banca Intesa, Banca Imi, Unicredit, Enel, Eni, Terna, Poste e Finmeccanica.

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