Gli studenti: ‘Vogliamo borse, non debiti’

Lecce. L’Udu chiede alla Provincia di ritirare il provvedimento di prestito d’onore e utilizzare i 180mila euro stanziati per le borse distudio

LECCE – L’Unione degli Universitari di Lecce si scaglia contro l’attivazione, da parte della Provincia, del progetto “Prestiti fiduciari agli studenti”. In un regime di tagli al diritto allo studio (oltre 140 milioni in 2 anni) e in un contesto come quello leccese dove la copertura delle borse di studio si attesta mediamente tra il 35 e il 40% degli aventi diritto, gli studenti ritengono inaccettabile che si ricorra a strumenti come quello del prestito d’onore “destinato – dicono – a creare solo un debito che peserà sulle spalle di una generazione già martoriata e senza prospettive di futuro”. “Inoltre – aggiungono – se in altri paesi la restituzione del debito è fissata non con un termine temporale bensì con l’ingresso nel mondo del lavoro, il bando della Provincia fissa il termine a sette anni, presupponendo che lo studente beneficiario sia in grado di restituire la somma con un massimo di 84 rate mensili. La realtà ci racconta di una difficoltà oggettiva nel trovare lavoro negli anni immediatamente successivi al conseguimento del titolo di studio, e anche per i più fortunati che un’occupazione la trovano, ma con contratti a tempo determinato che in media non superano i 400 euro mensili, pare difficile immaginare una restituzione del debito senza difficoltà”. Un ulteriore precisazione: non corrisponderebbero a verità le notizie che sono circolate nei giorni scorsi secondo le quali il credito verrebbe restituito senza alcun interesse. “Il bando – dicono gli studenti – è sufficientemente chiaro: lo studente dovrà restituire la somma elargita con l’obbligo di pagare gli interessi passivi maturati. Quindi più lungo sarà il periodo di restituzione, più lo studente dovrà pagare”. L’Udu chiede dunque alla Provincia il ritiro del provvedimento e l’utilizzo dei 180mila euro stanziati per la creazione di borse di studio che possano essere distribuite a tutti gli studenti meritevoli ma risultati idonei non vincitori per la mancanza di fondi statali.

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