Trasporti. ‘Lo Stato ci deve 45 milioni’

Bari. Prevista per il 2012 l’ulteriore riduzione del 75% dei fondi statali da destinare alle ferrovie pugliesi

BARI – Il sistema ferroviario pugliese rischia il collasso. L’allarme è lanciato da Guglielmo Minervini, assessore regionale alla Mobilità, il quale attribuisce ogni responsabilità ai tagli nei finanziamenti alle Regioni da parte del Governo. Per chiudere il 2011 il Governo deve ancora trasferire alle Regioni 825 milioni destinati ai servizi ferroviari di Trenitalia, dei quali circa 45 spettano alla Puglia. Ma la situazione potrebbe diventare ancora più critica l’anno prossimo, se dovesse trovare conferma l’ulteriore previsto taglio del 75%. Nel 2011 la Regione ha potuto erogare a Trenitalia meno di 12 milioni, insufficienti a coprire perfino la prima trimestralità. Trenitalia ha già chiesto gli interessi sui mancati introiti con conseguenti ricadute negative per i pendolari. Il servizio ferroviario regionale muove ogni anno 300 treni al giorno sulle linee Bari – Barletta – Foggia; Bari – Brindisi – Lecce; Bari – Gioia Del Colle – Taranto, trasportando circa 13,8 milioni di passeggeri ad un costo complessivo di 90 milioni di euro. Di questi, solo un terzo è coperto dal ricavo della vendita dei biglietti, mentre gli altri 60 milioni arrivano il larga parte dai trasferimenti statali e 3,5 milioni dal bilancio autonomo regionale. A fronte di questo bisogno la quota assegnata alla Puglia per il 2012 è di circa 15 milioni, il 75% in meno di quanto è necessario per mantenere gli attuali livelli di servizio. E in vista di tempi peggiori, Minervini ha spiegato che è in corso, in collaborazione con Trenitalia, il tentativo di razionalizzare le risorse provando “ad allentare il servizio dove è minore la domanda e potenziandolo sulle direttrici con maggiore affluenza di pendolari”. Partirà in questo senso già dal 1° ottobre una sperimentazione sulla Gioia-Rocchetta e sulla Canosa-Spinazzola di riduzione delle corse e conversione con servizi su gomma che assicurano il servizio, ma costano tre volte di meno. “Stiamo elaborando un nuovo modello di organizzazione del servizio – ha aggiunto l’assessore – che individui stazioni hub dove far confluire i servizi su gomma per poi potenziare i collegamenti su ferro con maggiori partenze. Ma tutto questo rischia di non essere sufficiente. Se non abbiamo risposte dal Governo dovremo muoverci verso la prospettiva di elevare il costo dei biglietti, gli investimenti sul rinnovo dei treni e stiamo valutando, come altre regioni, un possibile ritocco all’accisa sui carburanti. Dobbiamo aprire una discussione pubblica sugli scenari possibili. Comincerò in settimana con la cabina di regia nella quale siedono le organizzazioni sindacali”. 15 settembre 2011 Tagli ai trasporti? La Puglia resta ferma Quella di oggi sarà una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni. Come straordinaria sarà l’azione, forte e simbolica, che verrà portata avanti: la riconsegna al Governo dei contratti per il trasporto pubblico locale. “La manovra – spiega l’assessore alla mobilità della Regione Puglia Guglielmo Minervini – profila un taglio che solo per i trasporti sarà del 75%. Sarebbe una catastrofe. Il governo sta smantellando un nevralgico servizio pubblico, proprio in un momento in cui la domanda di trasporto pubblico sta esplodendo. È un segno di una politica che si dissocia dai bisogni reali della comunità”. Per la Puglia il taglio sui trasporti per il 2012 si stima sarà di oltre 100 milioni di euro. “Se la manovra non sarà cambiata – ha aggiunto Minervini – ci sarà il collasso del sistema di trasporto pubblico. Già quest’anno abbiamo sopportato un taglio gravoso assorbendolo con una seria azione di efficientamento dei servizi. Il prossimo anno, se le condizioni resteranno queste, i treni non potranno partire e gli autobus resteranno nei loro depositi o i pendolari dovranno misurarsi con un aumento indicibile delle tariffe”. Le regioni peraltro sono vincolate a onorare quei contratti; una violazione causata dai mancati trasferimenti si potrebbe quindi tradurre in un contenzioso con le società di trasporto, che invece di generare risparmio produrrebbe solo altri aumenti e debiti fuori bilancio”. Le Regioni hanno dunque presentato una controproposta al Governo: “Che a fronte del taglio – ha spiegato l’assessore pugliese – ci fosse l'attivazione immediata di meccanismi di fiscalizzazione. L’unica strada possibile è quella di concordare insieme e arrivare all’approvazione dei decreti attuativi del federalismo fiscale per regolare il prelievo diretto da parte delle Regioni della quota delle accise sulla benzina necessaria per compensare i tagli effettuati”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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