Rifiuti. Stop alla discarica Italcave

Il proprietario della struttura continuò ad accogliere rifiuti campani conferiti in modalità non conforme alla norma

La discarica Italcave di Statte (Taranto) resterà chiusa. Il provvedimento di sospensione dell’attività è la conseguenza del rifiuto da parte del proprietario della struttura di bloccare il conferimento in discarica di rifiuti urbani prodotti nella Regione Campania e non conformi alla normativa vigente. Lo stesso Tar del Lazio (con sentenza 4915 del 31 maggio 2011) accogliendo la tesi dell'Amministrazione regionale pugliese e rigettando il ricorso presentato dalla società Italcave di Statte (Taranto) aveva stabilito il divieto per la Italcave di accogliere rifiuti provenienti dagli impianti campani senza tener conto delle modalità stabilite nel protocollo d'intesa siglato tra la Regione Puglia e la Regione Campania. Nel corso dell’incontro tecnico che si è svolto lo scorso 23 settembre alla presenza dei rappresentanti degli Enti Locali e delle autorità di vigilanza e controllo è infatti emerso che, ad oggi, non possono escludersi rischi per la salute pubblica e per l’ambiente legati alla presenza di diossine, furani, inquinanti organici persistenti e pcb, nell’attuale gestione dei rifiuti provenienti dalla Campania con il codice CER 19.12.12. “L’atto di sospensione – ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro – si configura come un doveroso provvedimento di amministrazione attiva, con finalità precauzionali, volto a tutelare le matrici ambientali della Puglia e il diritto alla salute dei cittadini pugliesi”. 22 settembre 2011 Rifiuti. Traffico illecito dalla Campania? Indaga la Dda di Lecce LECCE – Nel via-vai di camion che dalla Campania raggiungono la Puglia potrebbe celarsi un vero e proprio traffico illecito di rifiuti. Su questo sta indagando la Direzione distrettuale antimafia di Lecce, già dall’indomani – ma è stato reso noto solo in queste ore – dell’accordo di “solidarietà” siglato dalle due Regioni nel dicembre 2010. I primi controlli sono stati effettuati a dicembre, appunto, quando alcuni cittadini di Statte (lì si trova la discarica verso la quale sono diretti i rifiuti), ma anche l’Arpa ed i carabinieri del Noe notarono delle macchie di percolato (una sostanza altamente pericolosa) sull’asfalto, segno che il camion che aveva trasportato in discarica i rifiuti non era stato sigillato bene e dunque il materiale in esso contenuto non aveva viaggiato in condizioni di sicurezza. Da lì partirono le indagini del Nucleo ecologico, non ancora concluse, confluite nel fascicolo di cui è titolare il sostituto procuratore della Dda Elsa Valeria Mignone, che per il momento non ha iscritto nessuno nel registro degli indagati. L’inchiesta salentina si affianca a quelle in corso a Napoli e a Messina, dove sotto i riflettori sono finite le attività delle società pubbliche delle Province di Napoli e Salerno, Sapna e Ecoambiente per le quali la Procura ipotizza i reati di traffico illecito di rifiuti e truffa ai danni dello Stato, avanzando l’ipotesi che lo spostamento dei rifiuti dalla Campania verso Taranto e Messina non sia avvenuta nei modi stabiliti dal protocollo ma, sulla base di accordi privati tra le ditte, in maniera superficiale e pericolosa. Articolo correlato: Italcave. Il Tar: ‘No a rifiuti campani fuori dal protocollo'

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