Area sistema a conti fatti

Casarano. Ecco i numeri, saldo tra debiti e crediti, al vaglio dei 19 sindaci che nell’assemblea straordinaria dovranno decidere se liquidare o no il consorzio

CASARANO – Vista così la situazione del consorzio di 19 Comuni Area sistema, sull’orlo della liquidazione, su proposta del Commissario prefettizio Giovanni D’Onofrio ha dell’incredibile. Diamo i numeri a raffica, così come ci risultano dalla relazione distribuita in assemblea tre giorni fa, quando si è rimandato all’assemblea straordinaria la messa in liquidazione del consorzio. Nel 2011 Area Sistema vanta crediti per un totale di 684.022,18 euro. Di questi, 250.645,11 euro devono arrivare dal Comune di Casarano, che è dunque il principale debitore; poi ci sono crediti dalla Regione Puglia: 37.222,59 euro; crediti dai Comuni soci, con decreti ingiuntivi in atto: 172.313,34 euro; crediti da Comuni soci senza decreti ingiuntivi in atto: 119.266, 16 euro; circa 60mila euro dal Banco di Napoli; iva per 36mila euro; 4.000 euro da una società di formazione; 23.790,65 euro devono arrivare da Italgest (ex Sim Puglia), perché fino a qualche anno fa socio privato del Consorzio. Ha ricevuto invece, decreti ingiuntivi di pagamento e solleciti vari pari a 364.082,41 euro. In tutto i suoi debiti ammontano a circa 780mila euro, con un disavanzo tra il dare e l’avere di poco più di 100mila euro. Il bilancio 2010 non risulta nella banca dati consultabile della Camera di Commercio. Ma, dai prospetti che in questi giorni sono al vaglio dei sindaci e che sono stati consegnati in sede di assemblea, la società ha un utile d’esercizio, al 31 agosto 2011, di 18mila euro. Perché dunque mettere in liquidazione la società? Perché non imporre ai Comuni di pagare, e prima di tutti perché non imporlo al principale debitore, Casarano? Infatti tra i Comuni a cui Area sistema di Casarano ha inviato il decreto ingiuntivo di pagamento non risulta il Comune capofila. Perché poi bloccare i servizi erogati – per esempio il servizio di riscossione tributi minori – conseguenza obbligata della messa in liquidazione della società, e affidare il servizio a privati? Domande e dubbi che dovranno sciogliere i sindaci dei 19 Comuni, e in fretta, prima della convocazione dell’assemblea straordinaria. 21/09/2011 Area sistema: si decide per la liquidazione CASARANO – Area sistema è ad un passo dalla liquidazione. E’ questa la decisione con cui si è chiusa l’assemblea dei sindaci ieri sera, presso Palazzo dei Domenicani a Casarano. Dei 19 sindaci che compongono l’assise, ne erano presenti nove, che hanno messo a verbale di voler convocare l’assemblea straordinaria per la messa in liquidazione della società consortile. Un atto clamoroso che cancellerebbe 11 anni di storia relativa alla gestione partecipata di 19 Comuni del basso Salento. La riunione ha preso il “la” su premesse molto più dure: il Commissario prefettizio di Casarano era intenzionato a ‘farla breve’ e portare i libri contabili in Tribunale. Una decisione a cui si sono opposti tutti i presenti perché, a detta degli stessi, non c’erano le condizioni per un tale atto. Area sistema infatti ha registrato un deficit di circa 800mila euro, che ha iniziato a pressare la società a partire dagli ultimi due esercizi. Infatti fino a due anni fa i bilanci erano sostanzialmente in pareggio. Poi l’arresto delle attività di programmazione, le mancate entrate da parte dei Comuni, i ritardi con cui la Regione Puglia liquida le somme dovute, hanno creato uno scompenso tra il dare e l’avere. Cioè: il problema, come accade sempre più spesso, è di tipo finanziario più che economico. I Comuni e la Regione da una parte, il Comune di Casarano dall’altra, ritardando gli uni nei pagamenti, l’altro arrestando, sotto la presidenza De Masi, le attività di progettazione, hanno generato lo stallo. Inoltre gli alti costi di gestione, caricati anche degli affitti: la sede infatti prima era presso uffici comunali a costo zero, ora è presso il Cisi (zona industriale), a titolo oneroso. Non solo: Area sistema non ha debiti, nel senso che sono molto più ingenti le quantità di denaro che deve avere (da Comuni soci e Regione) rispetto a quanto ne deve dare. E il principale debitore di area Sistema, indovinate, è proprio il Comune di Casarano: intorno ai 200 mila euro. Che è anche il Comune che sotto la presidenza di De Masi ha bloccato le attività, invece di accelerare gli incassi e anche le spese (dei soldi regionali). Quindi la domanda è: perché il Commissario e i sindaci non si sono imposti semplicemente di pagare i debiti al Consorzio, invece di metterlo in liquidazione? Il liquidatore, badate bene, esigerà comunque quelle somme. Mettendo in liquidazione la società si bloccheranno anche le attività in essere, per esempio la riscossione del servizio tributi minori per cui, come noto, è stato già pubblicato un bando per l’affidamento a privati, poi ritirato. Un bando per l’affidamento a privati a condizioni estremamente vantaggiose, ricordiamolo: cioè il privato dovrebbe fare esattamente quello che fa Area sistema (e che secondo un progetto mai attivato avrebbe dovuto fare per tutti i comuni soci), con gli stessi software, le banche dati, il Sit (sistema informativo territoriale), perfino usando locali comunali e personale già formato dal Comune. Però lo farebbe a costi maggiori, perché dovrebbe incassare l’agio. Mettere in liquidazione il Consorzio poi avrà come conseguenza l’attivazione delle procedure d’urgenza per l’affidamento ai privati del servizio di riscossione tributi. Cioè il meccanismo è: prima si bloccano le attività del Consorzio, si crea il deficit, si mette in liquidazione, si affidano a privati i servizi, con tutte le infrastrutture tecnologiche comprate con soldi pubblici. E lo si fa con il fiato corto dell’urgenza, perché sono servizi fondamentali. Ricordate? Il bando pubblicato sull’albo pretorio di Sternatia aveva data 26 agosto, con scadenza il 23 settembre I presenti riferiscono di alcuni passaggi molto accessi, come quelli dei sindaci di Parabita e Collepasso, che si sono battuti per salvare alcuni servizi fondamenti per i cittadini, invece di liquidare la società. Altri hanno chiesto di portare la decisione di messa in liquidazione nei rispettivi Consigli comunali, così come l’adesione alla società consortile era stata presa da ciascuna Assise cittadina. Insomma, un problema di democrazia da una parte e di visione strategica dello sviluppo di un territorio dall’altra. Nelle mani di un tecnico, il commissario prefettizio di Casarano. “E’ il fallimento di tutta la politica – afferma il sindaco di Parabita Alfredo Cacciapaglia, il più attivo nel difendere i servizi di Area sistema, come quello del monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico – che non è stata in grado di gestire questo consorzio”. Nel momento storico in cui la priorità per lo sviluppo del territorio è quella di accelerare la spesa dei fondi europei, gestire in maniera efficace i progetti per evitare il disimpegno delle risorse pubbliche, l’organo di programmazione e amministrazione dei progetti comunitari viene affossato, così paralizzando l’intero sistema di spesa dei fondi europei. 20 settembre 2011 Area sistema. Smantellamento all’orizzonte CASARANO – Giornata decisiva oggi per il futuro di Area sistema. Alle 18.30 si svolgerà l’assemblea dei 19 sindaci, convocata per approvare il bilancio 2010. Da quasi due anni le attività di Area sistema sono praticamente ferme e i progetti europei attivati in passato, si sono arenati. Di conseguenza, si è attivato un circolo vizioso a causa del quale, da una parte non si erogano i servizi per cui i Comuni pagano la loro quota parte, dall’altra non la pagano perché i servizi non vengono erogati. Ne è un esempio eclatante il Comune di Parabita, per il quale è di vitale importanza che il monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico, in passato eseguito per tutti i Comuni del consorzio, non venga interrotto. Sulla collina di Sant’Eleuterio infatti, sono collocati tutti i ripetitori televisivi e telefonici che trasmettono il segnale fino a Leuca. Il servizio attivato da Area sistema era avveniristico, perché permetteva un monitoraggio in tempo reale da parte del cittadino, che collegandosi al sito del proprio Comune, poteva verificare il livello delle onde elettromagnetiche in quella data centralina posta in quel dato posto nel suo Comune. Per far questo era ed è necessario un sistema di elaborazione dati complesso e realizzato con soldi pubblici, che ha sede proprio presso Area sistema. Sul sito del consorzio leggiamo che lì si trova “un Sistema Informativo Territoriale basato su tecnologia GIS, che permette l’integrazione delle banche dati comunali e, allo stesso tempo, ne consente una lettura e una tematizzazione su base geografica georeferenziata. La realizzazione del Sistema Informativo Territoriale è finalizzata a consentire, alla Pubblica Amministrazione, un miglioramento nella gestione del territorio in particolare per ciò che riguarda i settori: •Urbanistica (gestione PRG, concessioni, pratiche edilizie, ecc) •Tributi (ICI, TARSU) •Catasto”. Sono proprio tutte le banche dati e le infrastrutture tecnologiche di cui si ha bisogno per l’accertamento e la riscossione dei tributi che, non a caso, finora era un servizio garantito da Area sistema, sebbene solo per quelli minori. Come abbiamo già denunciato, la volontà invece è quella di prendere una proprietà pubblica e darla in mano ai privati, che non dovranno fare altro che guadagnarci. Lo stesso per gli altri servizi garantiti da tutti gli altri software e banche dati: •Urbanistica (gestione PRG, concessioni, pratiche edilizie, ecc •Catasto. Senza Area sistema, chi li gestirà? C’è da pensare che anche questi servizi saranno dati in pasto ai privati. Il sindaco di Sannicola, Giuseppe Nocera, non manca di sottolineare anche il grave ritardo della spesa di Area Vasta: “Finora dei 33 milioni dell’accordo di programma stralcio, che servivano per realizzare opere fondamentali come per esempio il porto di Otranto, non se ne sono spesi che un paio. Il rischio è come sempre la perdita dei soldi, che la Regione destinerà ad altri progetti e ad altri territori”. Un altro caso di disservizio, che accomuna 12 Comuni del Consorzio: in una lettera inviata al Commissario prefettizio di Casarano, in quanto Comune capofila del consorzio, il sindaco di Parabita Alfredo Cacciapaglia usa toni duri nei confronti dell’ultima gestione di Area sistema, chiedendo l’immediata attivazione del servizio di monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico: “Con la disattivazione del servizio le risorse pubbliche a suo tempo investite rischiano di andare irrimediabilmente perdute se non verranno organizzate, in tempi brevi, le azioni necessarie al ripristino dello stesso. Le attrezzature e gli impianti tecnologici – fa notare infatti il primo cittadino – se non funzionanti e manutenuti sono destinati ad un inesorabile depauperamento, e, sicuramente aspetto più importante, i cittadini verranno privati di un importante servizio di monitoraggio ambientale realizzato con risorse pubbliche”. C’è da vedere se il Commissario D’Onofrio raccoglierà il grido d’allarme dei primi cittadini o se percorrerà la strada già tracciata e che si intravede proprio in quel bando sui servizi di riscossione tributi pubblicato a Sternatia e poi ritirato: ossia lo smantellamento del consorzio pubblico e l’utilizzo di beni e servizi, realizzati con risorse pubbliche, a beneficio di privati.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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