Parco Otranto-Leuca. Appello dal coordinamento civico

Maglie. No al fotovoltaico nel parco, alle trivellazioni nel mare, agli ecomostri. La lunga lista dei paletti posti dagli ambientalisti

MAGLIE – Il Parco Otranto-Santa Maria di Leuca sia un baluardo per la rinascita e la difesa di tutto il Salento, da trivellazioni, energie rinnovabili industriali eolico-fotovoltaiche e dal cemento. E il ritorno della Foca Monaca lungo le sue coste suggelli a lungo termine il successo delle politiche e degli investimenti di denaro pubblico del Parco naturale. Sono queste alcune delle prioritarie richieste, che sono state avanzate all’Ente del Parco naturale costiero Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, dal Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino, rete d’azione apartitica coordinativa di associazioni, comitati e movimenti locali. I rappresentanti del Coordinamento hanno posto un obiettivo ambizioso quanto doveroso il ritorno della Foca monaca, scomparsa ormai da alcuni anni, come premio per la nuova cultura e per la nuova politica del territorio, che nel recupero delle ricchezze perdute, paesaggistiche e naturalistiche, persegue, nella modernità, la costruzione di un rapporto armonioso tra uomo e natura. Dal Coordinamento è giunto l’invito a evitare il ricorso forzato al termine e alla filosofia della “fruizione”, del rendere “fruibile” il parco, che è già iper-visitabile ed iper-servito da strade e stradine ben percorribili, come anche altre associazioni volte alla diffusione dell’uso della bicicletta hanno ampiamente rimarcato. “Dietro il termine fruizione – dicono – si sono spesso celati interventi inutili, quando non anche dannosi per il paesaggio, di apertura di nuove strade e costruzione di nuovi immobili”. Per tale motivo dal Coordinamento è giunto l’appello perentorio a perseguire categoricamente in ogni intervento del parco la filosofia del restauro dell’esistente, nel massimo rispetto e recupero delle tecnologie, dei materiali, e degli stili locali tipici del Salento. Da qui la richiesta del Coordinamento all’Ente Parco di intervenire presso la Regione perché fermi ogni concessione all'impianto eolico off-shore a largo di Tricase, di 24 complessive mega torri rotanti, alte oltre 100 metri ciascuna. Sotto la lente anche i tre progetti eolici per 20 mega torri eoliche, di 125 metri d’altezza ciascuna, previste sulla Collina mitologica dei Fanciulli e delle Ninfe (nei feudi di Giuggianello, Palmariggi e Minervino di Lecce). Il Coordinamento si affianca all’appello lanciato dal Museo di Maglie, perché sia riconosciuta patrimonio UNESCO dell’Umanità anche la Grotta dei Cervi di Porto Badisco, e aggiunge, con tutto il suo cono visuale circostante fondamentale paesaggisticamente e ricco di testimonianze preistoriche diffuse ed erratiche, e si augura che anche l’Ente Parco voglia sostenere e portare aventi questa importante richiesta, se già non lo abbia fatto! Il Coordinamento ha chiesto poi all’Ente Parco di intervenire con forza presso il Governo ed il Ministero dell’Ambiente perché sia posta fine ad ogni ipotesi di ricerca degli idrocarburi in mare con gli airgun, potenti esplosioni per le geo-prospezioni e ad ogni ipotesi di trivellazione per l’estrazione di petrolio nei mari del Salento Così il Parco non si può disinteressarsi dell’arrivo di enormi pericolosi gasdotti dalla Penisola Balcanica ad Otranto, altamente impattanti sia sul fondale marino, ricco di praterie della protetta Posidonia oceanica, da proteggere, e non solo, sia sulla terraferma per le notevoli attività di scavo, sia sulle popolazioni per le sue nocive emissioni di gas e per la sua intrinseca esplosiva pericolosità. Ed in fine, il Comitato si scaglia contro le speculazioni ricettivo-turistiche ed edilizie nella zona di Santa Cesarea Terme edi Porto Miggiano. E’ compito dell’Ente Parco, dicono i componenti, frenare ogni attività che possa danneggiare il discreto equilibrio che oggi si respira nel perimetro dell’oasi naturale.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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