Adoc e Gd: 'No al cemento a Porto Miggiano'

Santa Cesarea. L’associazione dei consumatori chiede di rivedere il perimetro del parco di Tricase e includendovi anche la baia

SANTA CESAREA – I progetti edilizi a Porto Miggiano e lungo la costa di Santa Cesarea Terme, previsti dagli strumenti urbanistici cittadini, continuano ad interessare associazioni e movimenti politici. Nelle ultime ore a muoversi sono stati i Giovani Democratici di Ruffano, Alessano e Lecce con una raccolta firme e l’Adoc (associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori di Lecce) con una forte presa di posizione. Nel primo caso, ammontano a 150 le firme raccolte l’altro giorno in meno di due ore nel capoluogo, in via Trinchese angolo di via Cavallotti, dagli aderenti al movimento giovanile espressione del Pd i quali hanno portato nel cuore di Lecce l’eco della problematica attraverso una petizione rivolta alle istituzioni a sostegno del Comitato di salvaguardia di Porto Miggiano, “perché convinti che avere una progettazione delle costruzioni che rispetti il territorio e la bellezza paesaggistica sia di fondamentale importanza”, hanno spiegato i giovani alle persone che facevano la fila ai banchetti per apporre la loro firma. Ieri è scesa in campo pure l’associazione leccese Adoc: “Esprimiamo forte preoccupazione per la lottizzazione di ampie aree di territorio costiero naturalisticamente vergine in località Porto Miggiano di Santa Cesarea – scrive dalla segreteria Adoc l’avvocato Alessandro Presicce -. Dopo il vistoso intervento sulla costa a ridosso della cinquecentesca torre, realizzato dopo una interminabile battaglia giudiziaria, la costruzione di decine e decine di unità abitative all’interno di nuovi comparti, sempre nella stessa zona, comprometterebbe la naturalità dell’area”. Detto questo, l’associazione leccese sostiene che l’area di Santa Cesarea interessata dagli interventi edilizi contestati “si inquadra geograficamente all’interno del ‘Parco naturale regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase’, istituito con la legge regionale del 26 ottobre 2006, il cui perimetro misteriosamente, nel tratto interessato da questi progetti, si interrompe per poi riprendere”. L’avvocato Presicce lamenta pure che “alcuni settori imprenditoriali ventilano addirittura, sempre a Porto Miggiano, una delle baie più belle del Salento la realizzazione di un porto turistico, non tenendo conto del fatto che il vasto porto di Otranto sta per essere ampliato e che nella vicinissima Castro Marina (a soli 5 km) esiste già un porto turistico nuovo, di buona fattura e portata”. Per finire Adoc chiede al Comune di Santa Cesarea Terme di “vigilare attentamente affinché un territorio prezioso come quello di Porto Miggiano si conservi intatto e venga destinato ad una fruibilità dolce e sostenibile, compatibile con la natura di Parco. Fa pressante appello alla Regione Puglia affinché una nuova perimetrazione del Parco includa la preziosa area, oggi scoperta”.

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