Più che strade, colabrodo

Corsano. La protesta di Franco Russo, disabile. Per lui ogni uscita da casa è una guerra da combattere

CORSANO – Buche, asfalto di copertura non ben compresso, crateri lasciati dai lavori di opere pubbliche, insomma disagi continui. “Alcune strade del centro storico di Corsano sono impraticabili, spesso non posso più nemmeno muovermi di casa per andare al bar”. A dirlo è Franco Russo, disabile 60enne del posto, che l'altro giorno ha contattato l'associazione “Insieme per i disabili onlus” di Montesardo (Alessano) per denunciare queste continue difficoltà. Il signor Franco, con un problema alla colonna vertebrale, è costretto da qualche tempo a spostarsi con una carrozzina elettrica, ma ormai sempre più spesso rinuncia a camminare per le stradine del centro di Corsano a causa del pessimo stato in cui si trovano via San Bartolo, Vittorio Emanuele, via della Libertà, oltre a quelle che giungono su Piazza Umberto I, via Matteotti e via Baglivo. “Noi di Insieme per i disabili – spiega il portavoce Luigi Russo – ci siamo recati sul posto per registrare e fotografare le buche, e prima di passare alle vie legali, vogliamo di fare un appello al Comune di Corsano e al prefetto affinché intervengano per sanare questo stato di cose che è diventato ormai urgente per la sua gravità”. “Riceviamo molto spesso segnalazioni di questo tipo – continua Russo -, non solo il centro di Corsano è pieno di buche ma anche molti altri agglomerati urbani del capo di Leuca. Non per fare polemica gratuita, qualcuno vorrebbe costruire mega-autostrade, ma dimentica che dentro i paesi manca un serio piano di sicurezza stradale; molte volte le ditte che eseguono i lavori dimenticano di chiudere per bene le buche e di ripristinare il manto d'asfalto. Pochi giorni fa a Corsano, ha soggiornato una dirigente alle politiche del welfare della Regione Puglia la quale è rimasta ‘sconcertata’ dalla condizione in cui si trovano le strade corsanesi del centro e non solo. Chiediamo a questo punto – è l'appello di Russo – all'amministrazione di attivarsi e convocare le ditte che hanno lasciato i lavori a metà”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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