Polveri e rumore dalla rivendita. Scatta il sequestro

Racale. Il dispositivo del Noe prevede che in cinque giorni l’azienda si adegui alla normativa

RACALE – Polvere e rumori disturbavano i residenti ed i piccoli alunni di una scuola materna nei paraggi. E proprio dai genitori dei bambini sono partite le prime segnalazioni telefoniche alle quali sono seguiti alcuni esposti, di cui uno sottoscritto da 40 persone, che hanno denunciato ai carabinieri la difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane a causa della presenza della rivendita di materiali edili in pieno centro urbano. In seguito ad un sopralluogo, i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Lecce, coadiuvati dai colleghi della locale stazione, hanno pertanto eseguito il decreto di sequestro preventivo, emesso dalla sezione gip del Tribunale di Lecce a parziale conclusione delle indagini avviate nel 2010, su due aree estese per un totale di 2mila metri quadrati di pertinenza dell’attività commerciale. Gli accertamenti hanno evidenziato che nella rivendita si commercializzavano, all’ingrosso e al dettaglio, materiali per costruzioni edili, impianti idrotermici, ferramenta, vernici e sanitari; le attività di manipolazione, trasporto, stoccaggio, carico e scarico di materiali avveniva in assenza della prevista autorizzazione alle emissioni. La stessa rivendita causava emissioni moleste di polveri. Proprio le polveri citate negli esposti. I genitori, in particolare, nelle denunce ai carabinieri manifestavano preoccupazioni per la salute dei figli costretti a frequentare aule caratterizzate dalla consistente presenza di polveri su tutti gli arredi scolastici, compresi gli stessi banchi. La situazione aveva anche determinato, nei periodi caldi dell'anno, l'impossibilità per i bambini di uscire nel giardino della scuola. Problemi analoghi erano stati evidenziati anche dagli abitanti delle case vicine, i quali in estate non potevano aprire le finestre per via delle polveri e dei gas di scarico dei mezzi in sosta. Il provvedimento di sequestro eseguito dal Noe prevede che entro cinque giorni l'azienda ottemperi spontaneamente ai propri doveri; in caso contrario i carabinieri daranno esecuzione in modo coattivo al sequestro; i cinque giorni concessi dall'autorità giudiziaria, il pm Antonio Negro, servono inoltre a consentire di presentare progetti di adeguamento della struttura alla vigente normativa al fine di poterne richiedere il dissequestro. Le ipotesi di reato contestate al legale rappresentante della ditta sono quelle di emissioni in atmosfera di polveri non autorizzate e getto pericoloso di cose.

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