Otranto-Valona a nuoto no stop. Missione compiuta

Otranto. Il campione Massimo Voltolina ha stabilito il record: quasi 24 ore in mare da Punta Palascìa fino all’Albania

OTRANTO – Il record c’è. Ha avuto buon esito, infatti, la prima traversata a nuoto no stop del Mare Adriatico da Otranto a Valona. L'atleta di triathlon Massimo Voltolina si è cimentato in una nuova grande impresa, dopo il record stabilito con la traversata a nuoto dello Stretto della Manica (2006) ed è riuscito a stabilire un nuovo record. Partito da Punta Palascia domenica 4 settembre alle ore 14.26, è giunto a Valona ieri alle ore 14.18. Circa 85 km di nuoto in mare aperto in quasi 24 ore. Una traversata tranquilla nelle prime ore, ma estenuante nelle ultime sette-otto ore a causa del mare mosso. Voltolina non ha mollato e ha portato a casa il risultato. L’Italia lo attende per oggi alle ore 18 presso il Porto di Otranto, dove arriverà a bordo di una nave della Marina Militare. 04/09/2011 Italia-Albania. ‘Nuoto per la pace’ di Laura Leuzzi OTRANTO – La prima bracciata affonderà nelle acque della spiaggia di Punta Palascìa alle prime luci dell’alba, meteo permettendo. Ne seguiranno molte altre, migliaia, fino a toccare la terra di Valona, in Albania. 24 ore, senza aiuti esterni né soste. 24 ore senza mai abbandonare quello che è diventato il suo elemento naturale, l’acqua. L’ironman Massimo Voltolina non è nuovo ad imprese del genere. Nel 2006 stabilì il record nella traversata a nuoto dello Stretto della Manica. Ma questa è un’altra storia ed ha un significato, se possibile, ancora più profondo. La traversata Otranto-Valona è infatti simbolica di un legame di pace che esiste ormai da 20 anni – da quando ebbero inizio i primi sbarchi di migranti – tra due territori, il Salento e l’Albania, divisi da una lingua di mare, l’Adriatico, ma accomunati da storia, cronaca, vissuti. Al valore agonistico l'evento aggiunge altri importanti aspetti, ponendosi come un progetto di ricerca di ampio respiro, con obiettivi scientifici, sportivi e culturali. La traversata è promossa dall’associazione di promozione sociale di Irene Pivetti LTBF Onlus (Learn to be free) che sostiene il “progetto Adriatico” ed è supportata da Regione Puglia, Comune di Bari, CONI Puglia, Ambasciata d’Italia a Tirana, Ambasciata della Repubblica d’Albania in Italia, Consolato Generale d’Italia a Valona, Marina Militare Italiana, Guardia di Finanza, Delegazione Italiana Esperti Albania dello Stato Maggiore della Difesa, Comune di Otranto, Comune di Parma, Provincia di Parma, Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, Parma, Foggia, Salento, Comitati Regionali Puglia delle Federazioni Nuoto e Canottaggio. // Un’impresa eccezionale Solo un costume da bagno e degli occhialini. Poi il mare, l’Adriatico, tutto intorno. Il “progetto Adriatico” è la prima attraversata no stop dell’Adriatico a nuoto, senza aiuti esterni, senza attrezzature specifiche. Circa 85 kilometri di nuovo in mare aperto, dall’Italia all’Albania, da Punta Palascìa, estremo lembo ad Est del Salento, fino alle scogliere di fronte a Valona. Lui, Massimo Voltolina, che la tenta, si definisce un atleta di multidiscipline. E’ laureato in Scienze motorie, chinesiologo con studi in Osteopatia, si dedica allo studio e alla ricerca della valutazione funzionale dello sportivo e dei protocolli di allenamento di tutti gli sport. Ama ciò che è rotondo, senza spigoli e di colore blu. Ecco spiegato, allora, la sua passione per il globo marino. // 24 ore lunghe un anno 12 mesi. E’ questo il tempo necessario per prepararsi alla traversata fisicamente, mentalmente e dal punto di vista nutrizionale. La preparazione atletica per il raggiungimento dell’obiettivo è stata multidisciplinare: nuoto, corsa, bicicletta, ski roll, sci di fondo, yoga, ginnastica artistica e soprattutto contatto strettissimo con la natura. Vi chiedete perché? Per Massimo non è facile spiegarlo. Ciò che prova quando si dedica al raggiungimento di un record è emozione, spinta, motivazione. “Quello che un uomo deve avere – dice – per compiere grandi imprese, in tutti i campi, è qualcosa che rimanga nel tempo, che porti un messaggio, che aiuti a proseguire e che non sia un semplice risultato”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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