Il rossetto e il nero

Morte lenta e fulminea di una rockstar

Stendhal sintetizzò un'epoca nel rosso delle guerre napoleoniche e nel nero della Restaurazione. Il trucco pesante dell'esuberanza erotica e il nero della piega oscura dell'eros sintetizza la parabola di Amy Winehouse. Amy canta amori compulsivi con uomini rudi che la annusano come una bottiglia di Tanqueray quando sospettano che sia andata a letto con un altro, o eterni bambini da cui lei si aspetta invano una certa idea di virilità. Ma sei gay?! Grida all'imbranato di turno in “Stronger than me”. Il video è bruttino, ma mostra una fanciulla in fiore e una cantante in piena forma. Recuperiamolo in risposta alla prurigine che ha scatenato il web intorno alle performance etiliche degli ultimi tempi. La sovraesposizione all'occhio dilagante e panottico degli i-phone ha inflitto a Amy una pena che era stata risparmiata a Janis Joplin e Jimi Hendrix. L'abbiamo vista appassire alla moviola, e il nostro sguardo accelerava il processo di decomposizione, come in quelle delicate pitture rupestri che mentre sbiadiscono attirano sempre più turisti. Non posso aiutarti se non ti aiuti da solo! Cantava nel suo primo album a un uomo, uno dei tanti. “Help yourself” alla lettera significa 'aiutati', ma anche 'serviti', davanti a una bottiglia di Tanqueray.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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