‘Totò, Peppino e la malafemmana’. Metafora dei cassintegrati

La proposta: introdurre il reato dell’“indifferenza”. Pena: due anni a 800 euro di stipendio. Per mettersi nei panni di chi non può contare su un fisso mensile

Ero un po’ indeciso su come distribuire i ruoli dei tre personaggi di quel bellissimo film del ‘56, diretto da Camillo Mastrocinque. Poi ho deciso in sordina che il ruolo di Tot, spettava di diritto alla Regione Puglia, quello di Peppino all’Inps ed infine quello della malafemmana a dirigenti/impiegati/funzionari in egual misura. Sì, cari signori! Perché questo non è altro che un film già visto e rivisto in tutte le salse, andato in “replica” anche in quest’estate afosa più del solito, a maggior ragione per chi l’ha vissuta in maniera rovente e al verde come i cassintegrati. Sono ormai due anni che in prossimità delle ferie estive, la malafemmana s’inceppa e Totò e Peppino stanno alla finestra, attori protagonisti che si alternano nel ruolo di “spalla” e “capocomico”. Ma qui purtroppo non si tratta di una gag, piuttosto di una storia tragicomica, poiché a fare da contorno ai tre personaggi che ho scelto per la mia metafora, c’è la realtà quotidiana di migliaia di uomini e donne senza un futuro, senza speranza, soprattutto senza un euro in tasca. Si è scritto e si è detto tanto in questi giorni e per questo bisogna ringraziare senza dubbio quelli della carta stampata (anche se non sono loro la panacea dei nostri problemi), che hanno ancora una volta fatto riemergere il problema ricorrente alla vigilia delle ferie estive: Il fenomeno del “fermo amministrativo”, causato dalle ferie incombenti, sacrosante e legittime. Segue, ahinoi, a ruota, quello vero, cioè il fermo amministrativo che viene notificato a tutti coloro i quali non riescono a stare dietro ai pagamenti di bolli, assicurazione, Tarsu, luce, acqua, gas, canone Rai ecc. ecc. Incappati nelle maglie di Equitalia, perché non possono più fare fronte ai pagamento del canone Rai! E d’altronde come potrebbe essere altrimenti: con 800 euro devi decidere se mangiare o pagare le tasse e delle due sicuramente scegli la prima. Chissà se tutto sarebbe diverso in Italia, se ad esempio introducessimo un nuovo reato nell’ordinamento giuridico: il reato dell’indifferenza. Condannare una persona per essersi macchiata del reato di “l’indifferenza”. E quale pena affliggere a costoro? Io un idea ce l’avrei. Far espiare la loro pena condannandoli a due anni di stipendio a 800 euro al mese, esclusi luglio e agosto, a zero euro. Nei reati più gravi e reiterati magari aggiungere l’incombenza di un mutuo mensile di 350 euro. Questa è la mia condanna per tutti coloro, tra dirigenti, impiegati, funzionari di aziende, Regione, Inps ecc. che hanno lasciato in balia di se stessi i cassintegrati e sono andati in ferie, con noncuranza, con la solita indifferenza e menefreghismo di sempre. Infine, come se non bastasse, ci mettono del loro anche i mass media a rigirare il dito nella piaga. Notizia del giorno: “Oggi hanno ripreso lavoro 15 milioni di italiani che rientravano dalle ferie. Il problema è: Come affrontare lo stress causato dalle ferie”? (ne parlano tutti i telegiornali con tanto di psicologi al seguito). Beh io ho la soluzione al problema. Distribuire, a tutti quelli che rientrano dalle ferie, un piccolo opuscolo dove vengono raccontate le nostre storie. Le storie di uomini e donne sull’orlo della disperazione per 4 soldi elemosinati, da strappare con le unghie a Totò, Peppino. Il risultato è garantito: la sindrome da stress post ferie dovrebbe svanire nel giro di pochi minuti. Buona vita a tutti. Pino Montedoro

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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