S. Oronzo. Bancarelle zeppe di prodotti contraffatti

Lecce. La Guardia di finanza ha sequestrato 11mila capi e accessori di abbigliamento ed oltre 560mila articoli, principalmente giocattoli e bigiotteria, non sicuri

LECCE – Migliaia di articoli pronti per essere immessi sul mercato dell’illecito e destinati alla vendita al minuto sulle numerose bancarelle presenti in città in occasione della festa patronale. Negli ultimi giorni ben cinque distinte operazioni sono state condotte dalla Guardia di finanza di Lecce, che ha sequestrato in tutto oltre 11mila capi e accessori di abbigliamento recanti marchi contraffatti ed oltre 560mila articoli, principalmente giocattoli e bigiotteria, sprovvisti della certificazione attestante la sicurezza del prodotto. In particolare, alcuni dei giocattoli sequestrati presentano caratteristiche tali da farli considerare particolarmente insidiosi per la salute e l’incolumità dei bambini. La merce, proveniente dall’area partenopea è stata trovata in possesso di cittadini extracomunitari di etnia cinese, senegalese e bengalese. Le Fiamme Gialle hanno infatti contestato a 12 soggetti, titolari di omonime ditte individuali autorizzate al commercio ambulante (ad eccezione di due senegalesi sprovvisti del titolo autorizzatorio) la vendita di merce contraffatta e di prodotti privi delle indicazioni merceologiche e di sicurezza richieste dal Codice del Consumo. Particolarmente rilevante è l’illecita apposizione sui prodotti del marchio CE, il quale, solo apparentemente rappresenta un simbolo di garanzia per la merce introdotta nella Comunità Europea, ma in realtà sta ad indicare “China Export”; in tal modo, i consumatori vengono tratti facilmente in inganno, illudendosi di acquistare prodotti sicuri. I soggetti possessori della merce sequestrata sono stati denunciati ai competenti organi amministrativi, nonché all’ Autorità Giudiziaria per contraffazione.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!