Lo stato dell’arte. La Biennale in un catalogo

Lecce. Il volume, presentato ieri, racchiude le 63 opere esposte all’ex Convento dei Teatini per la Biennale di Venezia

LECCE – Si chiama “Lo stato dell’arte” ed è il catalogo delle opere esposte nella Sezione Puglia/Lecce del Padiglione Italia della 53esima Biennale di Venezia. Una iniziativa resa possibile grazie all'impegno economico dell'Editrice Salentina e di Vestas. Il catalogo, presentato ieri alla presenza del sindaco di Lecce Paolo Perrone, edito in 2000 copie da Editrice Salentina, si presenta in un agile formato. Può contare su 96 pagine e sui testi introduttivi del sindaco Paolo Perrone e dell'assessore alla Cultura Massimo Alfarano, oltre che dei critici d’arte Vittorio Sgarbi e Toti Carpentieri. Vi trovano spazio alcune immagini a colori a doppia pagina dell'allestimento e delle opere esposte e la riproduzione a colori (una per pagina) delle 63 opere presenti nell'ex Convento dei Teatini a Lecce. “Ringrazio il sindaco per aver accettato questa sfida – ha affermato il critico d’arte Toti Carpentieri -. E’ la dimostrazione che Lecce può vincere la battaglia per diventare capitale della cultura solo se si fanno proposte culturali serie”. “Non ho sentito alcun brusio di fondo, come talvolta accade – ha aggiunto il dirigente del settore cultura del Comune di Lecce, Nicola Elia -. E’ il segno che abbiamo lavorato bene offrendo un evento di grande qualità”. Grande soddisfazione è stata espressa da Perrone. “Possiamo dire di aver vinto una sfida: siamo riusciti ad offrire una proposta culturale all’altezza. Non è stato facile perché Lecce è cresciuta tantissimo nel corso degli ultimi dieci-15 anni: questa città non è solo dei leccesi, ma è soprattutto dei numerosi turisti che ogni anno vengono a visitarla. Non possiamo permetterci di deludere le loro aspettative”. “Questo evento – ha concluso Perrone – è servito ad avvicinare i nostri concittadini al mondo dell’arte: è questo il valore più significativo che testimonia l’accrescimento del patrimonio culturale della nostra comunità. Ed è stato importante anche perché è riuscito a creare un network ideale tra i tanti artisti salentini che hanno preso parte alla mostra”.

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