Omicido Basile: Colitti junior di nuovo in aula a marzo

LECCE – Si aprirà il prossimo 7 marzo, dinanzi ai giudici della Corte d’Appello di Lecce, il processo di secondo grado nei confronti di Vittorio Luigi Colitti, il ventenne (minorenne all’epoca dei fatti) accusato, in concorso con il nonno, dell’omicidio di Peppino Basile, il consigliere dell’Italia dei Valori assassinato a Ugento la notte tra il 14 e il 15 giugno 2008. Colitti junior è già stato assolto in primo grado per non aver commesso il fatto. Nei mesi scorsi la Procura della Repubblica per i minorenni di Lecce ha, però, proposto appello nei confronti della sentenza di assoluzione pronunciata lo scorso 27 dicembre. Secondo l’accusa le motivazioni della sentenza di assoluzione sarebbero manifestamente infondate e incomplete. Per questo, nelle oltre settanta pagine di appello, firmato dal procuratore Maria Cristina Rizzo, l’accusa affronta, uno dopo l’altro, i vari punti che hanno portato a formulare una sentenza di assoluzione piena. Questo perché nelle oltre centotrenta pagine di sentenza, depositate il 28 marzo, i giudici (presidente Aristodemo Ingusci, estensore Lucia Rabboni) avevano già smontato, a loro volta, passo dopo passo, l’ipotesi accusatoria, a cominciare dalla testimonianza della piccola testimone, presunta testimone oculare dell’omicidio. Riguardo alle intercettazioni a carico della famiglia Colitti, i giudici hanno evidenziato come “non vi sia un solo riferimento a una diretta responsabilità di nonno e nipote nell’azione omicidi aria”. Inoltre, anche la tempistica non sembra coincidere, poiché Vittorio Luigi avrebbe avuto solo “tre minuti per salire a casa, comunicare quanto accaduto ai genitori, ripulirsi o almeno togliersi gli abiti, e decidere di seguire il padre in strada”. Labile, infine, anche il movente dell’omicidio, frutto, secondo l’accusa, di vecchi conflitti e dissapori accumulatisi negli anni tra i Colitti e la vittima: “Nessuno, in tutto il processo – si legge nella sentenza –, fa riferimento a eventuali motivi di malanimo fra Basile e i Colitti”. Si aprirà dunque un nuovo capitolo giudiziario (mentre si sta celebrando il processo nei confronti dell’altro imputato, Vittorio Colitti, dinanzi ai giudici della Corte d’Assise di Lecce) di una vicenda ancora piena di lati oscuri e misteri irrisolti, in cui l’unico punto certo è un omicidio commesso con ferocia e avvolto in una cortina di silenzi.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!