‘Il taglia-ponti del Governo penalizzerà il Salento’

Sandro Quintana, presidente della V Commissione provinciale, si dice preoccupato per gli effetti che la manovra avrà sul turismo salentino

“La soppressione dei ponti di primavera nel 2012, decisa in questi giorni dal Governo per favorire l’aumento del Pil italiano, causerà nel settore ricettivo salentino una perdita di ricavi consistente”. E’ l’allarme lanciato da Sandro Quintana, capogruppo Udc in Provincia e presidente della V Commissione, il quale si chiede se la produttività industriale giustifichi le perdite che l'accorpamento dei ponti provocherebbe in un settore ancora vitale e sano come il turismo nel Salento. Dal prossimo anno infatti, come prevede il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, le festività laiche del 1 maggio, 25 aprile e 2 giugno, più le feste religiose dei santi patroni, potrebbero andare a coincidere con le domeniche o cadere di venerdì o lunedì. “Sono pienamente consapevole delle enormi difficoltà economiche che il Paese sta attraversando in questo momento storico – dichiara Quintana – e del fatto che ogni soggetto sia pubblico che privato sia chiamato a fare la sua parte, se davvero si vuole avviare un serio processo di risanamento dei conti. Non c’ è dubbio però che se quanto ipotizzato si dovesse tradurre in mera realtà i flussi che si spostano nel Salento e che interessano migliaia e migliaia di visitatori, abolendo i ponti, verrebbero meno”. Secondo il capogruppo dell’Udc, il “taglia ponti” imposto dal Governo Berlusconi provocherebbe una sicura contrazione delle presenze a Gallipoli, ad Otranto, a Lecce e nel Salento dei proprietari di ville e case, dei turisti negli hotel e nelle varie forme di turismo rurale, determinando un ingente danno a più settori economici, dal turismo al commercio, dall’ artigianato tipico all’ agroalimentare di qualità. “Ancora una volta – aggiunge – si fanno i conti solo per salvaguardare l’industria tradizionale come se il turismo, che contribuisce quasi al 10% del Pil nazionale, non valesse a”.

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