A Lecce raccolte 1.283 tonnellate di oli usati

Il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati ha fornito le cifre legate alla raccolta di oli usati in Puglia

Ieri mattina a Bari, il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, Main Partner di Legambiente per il 2011, ha presentato i dati sullo stato di salute del mare pugliese. “La difesa dell’ambiente, e del mare in particolare, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, ha detto in conferenza Antonio Mastrostefano, direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del COOU. Così è, in effetti, perché il lavoro di raccolta degli oli esausti significa tanto per il delicato equilibrio di flora e fauna marine. L’olio usato è ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. In provincia di Lecce ne sono state recuperate ben 1.283 tonnellate sulle 8.763 smaltite correttamente in Puglia. Dal Consorzio precisano che questo rifiuto pericoloso, se eliminato in maniera sbagliata, può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo; infatti quattro chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in mare inquinano una superficie grande come un campo di calcio e a contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. I dati forniti da Legambiente sono sorprendentemente positivi su scala nazionale: in tutta Italia, delle 436.000 tonnellate di olio lubrificante che sono state immesse al consumo nel 2010, il Consorzio ha raccolto 192.000 tonnellate di oli usati, oltre il 95% del potenziale raccoglibile. La piccola percentuale che ancora sfugge alla raccolta si concentra nel settore industriale e in particolar modo nel “fai da te” in autotrazione, nautica e agricoltura. “Con la nostra attività di comunicazione – ha concluso Mastrostefano – cerchiamo di modificare i comportamenti scorretti di chi crede che piccole quantità di olio lubrificante disperse nell’ambiente provochino poco inquinamento”. Ottimo è quindi il contributo in termini pratici e di informazione fornito dal COOU che, in 27 anni di attività, ha raccolto più di 4,5 milioni di tonnellate di olio usato, evitandone così lo sversamento in mare, nei fiumi e nei terreni agricoli.

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