Rinnovabili nelle aree verdi. Un Comitato per dire di no

Roma. E’ nato su facebook da pochi giorni e già conta più di mille iscritti. Il Coordinamento civico per la tutela del territorio ed il Forum ambiente e salute

ROMA – Più di mille adesioni in pochi giorni per dire un “no” convinto all’eolico ed al fotovoltaico nelle aree verdi. Nasce con questi numeri e con questi intenti il Comitato nazionale contro il fotovoltaico e l’eolico nelle aree verdi, costituitosi sul social network Facebook ma già attivo fuori dal virtuale: un’esperienza che esce dai confini regionali, a cui hanno subito aderito, nel Salento, il Coordinamento civico apartitico per la tutela del territorio, della salute e dei diritti del cittadino ed il Forum ambiente e salute del Grande Salento. Obiettivo principale del gruppo, l’impegno civico a risolvere l’emergenza ambientale “falso-green”, che affligge il paese con l’eolico ed il fotovoltaico industriali. La prima iniziativa pubblica del comitato nazionale è l’appello accorato ed apartitico al Governo e all’intero Parlamento a vigilare sul rispetto della Costituzione e dei diritti dei cittadini che, dicono dal Comitato, sarebbero quotidianamente ingannati da speculazioni in tema di green economy da parte di oligopoli. Il Comitato nazionale chiede una moratoria urgente per le miriadi di impianti eolici e fotovoltaici industriali programmate sul territorio italiano, che snaturerebbero l’idea che di Italia si ha nel mondo, oltre a portare disagi per i cittadini e distruzione dell’ambiente. L’operazione sarebbe la cassa di risonanza e nello stesso tempo il naturale sviluppo di un “malumore dilagante” in tutta Italia, come reazione alla green economy industriale, che, secondo gli ambientalisti salentini controllerebbe l’informazione di molte tv nazionali, guidando una fitta macchina di controllo mediatico, atta a non dare voce ma a gettare fango su chi sta cercando di fare emergere tutta la verità relativa al sistema di “fondamentalismo fanatico interessato falso-verde, neo-industrialista, mistificatorio, e iper-speculativo, cresciuto sul tema, strumentalizzato oltre ogni immaginazione, dei cambiamenti climatici causati dall’uomo”. Il gruppo ribadisce la necessità di collocare solo sui tetti degli edifici il fotovoltaico rifiutando ogni forma di eolico per il danno paesaggistico di “portata chilometrica” che esso procurerebbe come sua necessaria conseguenza. La battaglia “madre” è quella alla “decementificazione”.

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