Beni confiscati. In provincia di Lecce sono 133

I dati dell’Agenzia del Demanio: gli immobili in gestione sono 19; 71 destinati e consegnati; 5 destinati e non consegnati; 11 sono usciti dalla gestione; 27 le aziende

E’ di 11.552 il numero complessivo di beni (1427 sono aziende) sottratti in via definitiva alla criminalità organizzata. I dati dell’Agenzia del Demanio descrivono la situazione al 1° luglio 2011. Nella classifica delle Regioni, al primo posto per numero di confische resta la Sicilia, con 5.113 beni. Seguono Campania (1.722), Calabria (1.640), Lombardia (971) e Puglia (964). In dati percentuali, la Sicilia detiene il 44,26% dei beni confiscati. Seguono Campania (14,91%), Calabria (14,20%), Lombardia (8,41%) e Puglia (8,34%). Nella provincia di Lecce, gli immobili in gestione sono 19; 71 destinati e consegnati; 5 destinati e ancora non consegnati; 11 sono usciti dalla gestione; 27 le aziende (totale 133). Di seguito la distribuzione nei singoli Comuni. Alliste: 1 immobile in gestione Campi salentina: 4 immobili in gestione e 3 aziende Casarano: 4 immobili destinati e consegnati Castrignano del Capo: 2 immobili destinati e consegnati Cavallino: 2 immobili destinati e consegnati e 1 azienda Galatina: 2 immobili in gestione, 3 destinati e consegnati, 1 uscito dalla gestione Galatone: 3 aziende Lecce: 8 immobili in gestione, 27 destinati e consegnati, 3 destinati e ancora non consegnati, 4 usciti dalla gestione, 12 le aziende Lizzanello: 1 immobile in gestione Martano: 2 immobili usciti dalla gestione Matino: 1 immobile destinato e consegnato Monteroni di Lecce: 1 immobile in gestione, 1 aziende Nardò: 1 immobile in gestione Porto Cesareo: 2 immobili destinati e consegnati, 2 immobili destinati e ancora non consegnati, 1 immobile uscito dalla gestione Racale: 4 aziende Salve: 1 immobile destinato e consegnato Squinzano: 1 immobile in gestione, 5 immobili destinati e consegnati, 3 aziende Surbo: 3 immobili destinati e consegnati Taurisano: 6 immobili destinati e consegnati Trepuzzi: 4 immobili destinati e consegnati, 1 immobile uscito dalla gestione Ugento: 9 immobili destinati e consegnati, 2 immobili uscito dalla gestione Vernole: 2 immobili destinati e consegnati Sequestro e confisca dei beni sono strumenti essenziali di lotta e contrasto alle mafie. Il loro uso per la comunità è occasione di sviluppo per il territorio. Pochi giorni fa, con una circolare emanata ai prefetti, il Ministero dell’Interno ha annunciato la nascita di una “rete” per la gestione dei beni sottratti alla criminalità, attraverso l’istituzione di un Nucleo di supporto che affiancherà l'Agenzia nazionale per i beni confiscati nell'azione di sottrazione dei patrimoni accumulati dalla mafia. L'idea, si spiega nella circolare, è quella di “una sede istituzionale che, attraverso l'apporto dei vari organismi pubblici o rappresentativi della società civile, serva ad accelerare i procedimenti di destinazione dei beni, rimuovendo gli ostacoli che, in sede locale, possono rendere i beni medesimi poco appetibili per le amministrazioni interessate al loro utilizzo”. L'attività svolta dalle Prefetture con i Nuclei andrà incrociata, prevede il documento, “con le disponibilità dei sindaci e dei presidenti di Provincia, al fine di rendere concreto e visibile il ritorno dei patrimoni criminali al territorio a cui sono stati sottratti”. I nuclei, si sottolinea “possono svolgere un ruolo di rilievo nel rendere disponibile una fetta importante dei patrimoni criminali oggi bloccati da criticità di vario tipo”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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