Arte a Km 0

Lecce. La mostra sarà una vera e propria festa degli artisti. Salentini o che hanno scelto il Salento come patria adottiva. Domani il vernissage

LECCE – La sostanza, l’essenza delle origini. Arte che forma, informa, annoda radici. Dona nuova, lunga vita ai luoghi. La seconda edizione di “Km/0. Segni d’arte a Sud” è un viaggio fisico e interiore sulle tracce della memoria e dell’identità di un territorio attraverso le opere di 12 artisti, diversi tra loro per età e scelta di mezzi espressivi, le cui poetiche trovano ragion d’essere nelle radici culturali del Salento; negli elementi di continuità, innovazione e rottura rispetto ai cliché figurativi, da cui la loro ricerca rifugge. Il vernissage – che gode del patrocinio del Comune di Lecce – è previsto per domani alle ore 20 al Laboratorio di Arte e Architettura all’interno degli spazi dell’ex tabacchificio in via Enzo Ferrari (secondo chilometro, strada per S. Pietro in Lama). La seconda edizione di “Km/0. Segni d’arte a Sud”, a cura di Anna Cirignola, rappresenta l’occasione per mettere in luce la vivacità di un territorio, troppo a lungo considerato solo frontiera geografica e culturale. La collettiva, che dal protocollo di Kyoto mutua il neologismo, vuole dar vita ad una festa dell’arte in piena regola, che celebra il genius loci del Salento e la natura dei “segni a Sud”, intesi come tracce, origine, espressione ultima e manifesta di un sostrato culturale profondo e radicato. La mostra, allestita nelle sale del Laboratorio di Arte e Architettura, ospita le opere di Romano Sambati, Valentina D’Andrea, Rosamaria Francavilla, Antonio De Luca, Nicola Elia, e ancora Carlo Michele Schirinzi, Maurizio Monticchio e Fernando Schiavano, artisti che non senza coraggio hanno deciso di vivere e lavorare nel Salento, a chilometro zero, appunto. La collettiva comprende anche le sculture di Luisa Elia, Daniele Papuli e Michele Guido, salentini d’origine, trapiantanti a Milano da diversi anni che negli spazi dell’ex tabacchificio tornano per esporre le proprie opere insieme ad Ingrid Simon, artista viennese, radicata nel Salento da oltre vent’anni, che ha scelto il Sud come patria adottiva.

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