Emergenza roghi: 'Occhio al Catasto'

Save Salento invia un appello al Prefetto perché monitori l'applicazione della legge quadro sui catasti delle aree bruciate nei Comuni

Dopo gli incendi de “Le Cesine”, di Porto Selvaggio, di Santa Cesarea e de “Le Orte”, Save Salento scrive al Prefetto di Lecce affinché intervenga per verificare, Comune per Comune, lo stato di attuazione della Legge Quadro sui Catasti delle Aree Bruciate. La domanda che si pone l'associazione è se dietro i devastanti incendi di questi ultimi giorni non ci sia un intervento volto all'aggiramento della legge che impone il blocco del cambio di destinazione d'uso e il rilascio di autorizzazioni a costruire per diversi lustri nelle aree naturalistiche distrutte da incendi. Il Legislatore infatti in questo modo intendeva arginare le speculazioni edilizie. Passaggio imprescindibile: l'iscrizione della zona distrutta dall'incendio nel 'Catasto delle aree bruciate'. Ovviamente, se l'iscrizione non avviene, non rimane traccia dello scempio e nelle pieghe dell'azione amministrativa funzionari o politici compiacenti possono trasformare una zona agricola in suolo edificatorio. Per questo l'associazione 'Save Salento' ha indirizzato una lettera al Prefetto di Lecce, Mario Tafaro, affinché intervenga risolutamente nell'emergenza roghi nel Salento, ormai rivelatasi, in queste settimane, in tutta la sua gravità e virulenza. “Save Salento – leggiamo nella nota stampa inviata alle redazioni – ha inteso in questo modo richiamare l'attenzione sull'importanza di uno strumento legislativo quale la Legge Quadro 353/2000 per lotta e la prevenzione degli incendi, che prevede l'obbligo, in capo ai comuni, di redigere un apposito Catasto delle Aree Bruciate, finalizzato a disincentivare le speculazioni sui terreni incendiati impedendo cambi di destinazioni d'uso, fabbricazioni successive e attività di caccia e pastorizia. A questo livello di scatenamento della furia distruttrice, Save Salento reputa necessario, infatti, aggredire l'emergenza roghi non più sul solo versante della prevenzione e del controllo territoriale, rivelatosi insufficiente nonostante gli encomiabili sforzi dei corpi preposti, ma scardinare e disincentivare il contorto insieme di interessi posti alla base del fenomeno, tali per cui dietro un incendio appiccato giace spesso il tentativo di sbarazzarsi di boschi, pinete e macchia al fine di liberare da vincoli ambientali, naturalistici e paesaggistici intere aree del territorio salentino e renderle disponibili allo sfruttamento economico e produttivo o, peggio, al cemento. In questo senso, Save Salento ha voluto rivolgere un appello al Prefetto affinché proceda ad una verifica puntuale dello stato di attuazione e di aggiornamento dei Catasti in tutta la Provincia di Lecce, incentivando i Comuni eventualmente sprovvisti ad un pronto e immediato adempimento. Il fenomeno degli incendi estivi parte anche da questo tipo di omissioni e si avvantaggia, purtroppo e troppo spesso, di un senso di impunità che non deve trovare sponde né albergare nei poteri municipali e che va stroncato senza porre altri indugi. La distruzione dei valori naturali e paesaggistici del Salento, infatti, oltre ad essere un atto inaccettabile di per sé, minaccia direttamente le fondamenta di un modello di crescita e di sviluppo territoriale sostenibile incentrato sull'attività ricettiva e sul turismo e su cui, negli ultimi anni, si è venuto sviluppando un rilevante indotto. Per questi motivi, l'emergenza roghi non può ancora rimanere nel corollario di cose salentine destinate ciclicamente a ripetersi anno dopo anno, come fosse l'ennesima croce di un Mezzogiorno sempre uguale a sé stesso, ma deve essere posta al centro dell'agenda, delle politiche di assetto e tutela del territorio a tutti i livelli amministrativi, a partire dalla puntuale redazione dei Catasti delle Aree Bruciate e dalla promozione di una vasta campagna di ricostruzione e rimboschimento delle aree distrutte. Non si può infatti ignorare come splendidi luoghi come Porto Miggiano, Porto Selvaggio e le stesse Cesine, siano da tempo sotto la grave pressione, più o meno manifesta, di interessi ferocemente volti allo sfruttamento economico e all'insediamento di strutture sui litorali e sui costoni di roccia. La politica ha il compito di tornare al centro della scena e, in questa direzione, l'azione del Prefetto varrà sicuramente a riattivare l'attenzione delle classi dirigenti e dell'opinione pubblica sull'esistenza e sulla validità di strumenti che, come i Catasti delle Aree Bruciate, aspettano solo di trovare pronta applicazione”. Lettera al Prefetto

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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