Marchio Salento d’amare: “Nel dimenticatoio”

Lecce. Interrogazioni dei consiglieri provinciali del Pd che lamentano una scarsa attenzione della Provincia verso il marchio d’area

Strumento di marketing territoriale negli anni passati, sotto le giunte di centro sinistra, oggi lasciato all’ombra di un più ingombrante progetto di ‘grande Salento’. Il marchio d’area ‘Salento d’amare’, disegnato dal noto designer Giancarlo Moscara, è stato adottato in passato da numerose aziende del territorio, divenendo non solo un segno distintivo di provenienza, ma un vero e proprio marchio di qualità. Ma da un po’ di tempo i lavori di promozione e valorizzazione del marchio sarebbero fermi. Per questo i consiglieri d’opposizione del pd, Cosimo Durante, Alfonso Rampino, Gabriele Caputo, Roberto Schiavone, Loredana Capone rivolgono un’interrogazione al presidente della provincia Antonio Gabellone, chiedendo di sapere se e quante volte si riunisce la Commissione tecnica per la valutazione delle domande di adozione del marchio, quante domande siano pervenute nel 2011, quante sono state valutate dalla Commissione tecnica. Il marchio esiste già da sei anni, infatti nel 2005, scrivono i consiglieri, (delibera di G.p. n. 401 del 7 ottobre 2005) la Provincia di Lecce ha aderito al Progetto “Marchi d’Area – Strumenti per lo sviluppo dell’occupazione nel settore agroalimentare” con l’intento di promuovere le aziende ed i prodotti del territorio salentino; due anni dopo il Consiglio provinciale (deliberazione n. 15 del 21 febbraio 2007) ha approvato i regolamenti che disciplinano le modalità di adesione ed utilizzo del marchio d’area “Salento d’amare”. Nello stesso anno (delibera n. 144 del 24 maggio 2007) la Giunta provinciale ha stabilito i corrispettivi che le Aziende concessionarie devono versare per l’utilizzo del Marchio “Salento d’amare”, pari a 100 euro per l’artigianato, e 150 per tutte le altre categorie. Sono poi stati istituiti l’Ufficio Speciale Marchio d’Area Salento d’Amare e la Commissione Tecnica, rispettivamente preposti alla istruttoria ed al rilascio del parere di idoneità all’utilizzo del marchio da rendere alla Giunta Provinciale competente in ordine alla sua concessione (atto di G.p. n. 174 del 21 giugno 2007, come modificata con successiva Deliberazione G.P. n. 244 del 06.08.2007), organismi poi prorogati di 12 mesi (provvedimento n. 30 del 16 febbraio 2009, la Giunta provinciale ha prorogato i suddetti organismi per ulteriori 12 mesi a far data dalle rispettive scadenze, confermando con ciò compiti e competenze stabilite con precedente deliberazione n. 174/2007). Da allora il marchio “Salento d’amare”, pur tra mille polemiche, ha caratterizzato le produzione salentine e varie tipologie di servizi. Il problema è: continuerà a farlo?

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