D’onofrio? Le sue, azioni ‘politiche’

Casarano. Il Centro informa giovani è a rischio chiusura e il centro sinistra accende un faro sulla natura delle scelte del commissario prefettizio

Che cosa fa la differenza tra una gestione ‘tecnica’ della cosa pubblica e una gestione ‘politica’? Se lo sono chiesto i partiti del centro sinistra casaranese: Pd, Udc, Idv, Sel, PdC e Federazione della Sinistra, che hanno inviato al Commissario prefettizio di Casarano una nota in cui lanciano un allarme sulle gravi conseguenze che potrebbe generare la chiusura del Centro Informagiovani-Eurodesk, da un decennio unico momento laico di ritrovo per centinaia di giovani ogni mese. Dimenticato nel vicolo di ‘piazzetta del pesce’, con i libri impolverati e imprigionati in scaffali di ferro chiusi a chiave, senza collegamento adsl, né la possibilità di garantire servizi di orientamento al lavoro e allo studio ai ragazzi non solo di Casarano ma dei paesi dell’hinterland. Perché questa scelta ‘politica’ di chiudere un servizio fondamentale per la formazione e la cementificazione di una coscienza collettiva a partire dalla giovane età? Perché questo cupio dissolvi? Sembra quasi che il Commissario prefettizio stia continuando l’azione demasiana in chiave ‘antivenuti’. Attenzione, per i più maliziosi: lo sto dicendo io, non il comunicato dei partiti. L’impressione però è proprio questa. Abbiamo inoltrato un fax al Commissario e telefonato più volte per sollecitarlo a fornire risposte (leggete in basso): sullo stato di avanzamento di Bollenti spiriti, sui costi di gestione dell’attuale sede dell’Informagiovani (di chi è la sede e quanto costa l’affitto?). Nessuna risposta. Ci aspettavamo dal Commissario prefettizio maggiore trasparenza. Se è un problema di costi, perché non eliminare il costo dell’affitto spostandolo in altra sede? Il Commissario si dovrebbe occupare di questo, ossia di razionalizzare i costi, non di attivare un servizio o estinguerne un altro. Queste sono scelte ‘politiche’. Se si vogliono razionalizzare i costi, perché continuare a pagare l’affitto per Area Vasta e Area sistema, presso il Cisi (zona industriale) e non invece trasferirlo dove era, nel palazzo di proprietà comunale (l’uno) e nell’ala del liceo scientifico di via Sesia, in comodato gratuito (l’altro)? Queste sarebbero scelte oculate e puramente dettate da buon senso. Ecco che cosa scrivono Pd, Udc, Idv, Sel, PdC: “Il progressivo svilimento dei servizi e degli interventi a favore dei giovani operato negli ultimi tempi dal governo cittadino ci autorizza ad affermare che oggi, nella nostra città, i giovani rappresentano una categoria sociale tra le più penalizzate. Di particolare rilevanza ci appare la vicenda legata al progetto Bollenti Spiriti. Tra i primi ad essere approvato dalla Regione nel 2006 (terzo in graduatoria), prevedeva il recupero della struttura un tempo adibita ad Auditorium comunale, da destinare a centro di aggregazione giovanile con l’attivazione di servizi di informazione e orientamento per i giovani. Il progetto mirava alla realizzazione di uno spazio creativo per i singoli e le associazioni, debitamente attrezzato, in grado di rispondere concretamente al bisogno diffuso di aggregazione attraverso la realizzazione di un luogo di sperimentazione, creazione e diffusione della cultura artistica. Un centro servizi alla persona e alle idee, in grado di fornire informazioni e consulenza di primo e secondo livello, supporto allo start up aziendale, internet point con annessa mediateca. Si tenga inoltre presente che la ristrutturazione e l’adeguamento dell’auditorium quale spazio teatrale/musicale/congressuale/ con relativa strumentazione tecnica messa a disposizione dal progetto, avrebbe dato vita a eventi e spettacoli organizzati e gestiti dai giovani e dalle diverse associazioni presenti sul territorio. Oggi, a differenza di quanto è accaduto in altre realtà cittadine a noi vicine, il progetto è stato abbandonato, nonostante la Regione abbia più volte prorogato le scadenze previste per gli inadempimenti comunali e, ahinoi, si è giunti ad una sitazione di stallo che, quasi sicuramente, provocherà la perdita irrimediabile del finanziamento e dei relativi posti di lavoro. E che dire del Centro Informagiovani e del servizio Eurodesk? Per oltre 10 anni, il centro ha rappresentato un importante punto di riferimento per i giovani dell’intero comprensorio realizzando progetti nazionali di servizio civile e di mobilità internazionale finanziati dall’Ue A questo si aggiunga attività di orientamento al lavoro, alla creazione d’impresa ed alla scelta di percorsi di studio e formazione, alla redazione di newsletter inviate regolarmente a centinaia di giovani e fruitori. Paradossalmente il servizio, nell’ultimo periodo, è stato pesantemente penalizzato: sono state soppresse le postazioni di navigazione internet destinate agli utenti (le fasce più deboli e povere della comunità), non vi è più una linea adsl e vengono puntualmente ignorate le sollecitazioni che da più parti reclamano il ripristino dei servizi d’un tempo. Crediamo opportuno e necessario, in un periodo di profonda crisi economica, tutelare le fasce più deboli attraverso servizi e politiche che mettano al centro la dignità del lavoro e delle persone. Scelte operate in nome di un debito da risanare – del quale si ignora l’entità – non possono prescindere dall’idea di socialità alla quale ogni amministrazione deve fare riferimento. La chiusura del Centro sociale, l’aut aut imposto all’associazione Adovos-donatori di sangue, il licenziamento dei precari amministrativi e non ultimo la chiusura del Centro Informagiovani in virtù delle ripercussioni sociali future, non possono essere annoverate come scelte tecniche ma rappresentano vere azioni politiche che andrebbero condivise e non imposte”. 16/07/2011 Informagiovani. Ciò che resta è un ufficio fantasma di Laura Leuzzi CASARANO – Quand’è nato erano gli anni Novanta e sulla poltrona di sindaco c’era Lillino Casto. Fu una novità dalla portata quasi rivoluzionaria. Finalmente qualcuno rispondeva ai dubbi ed alle necessità dei giovani, che di domande ne hanno tante e di risposte, spesso, meno. Poi, merito anche della preparazione e della professionalità di chi ci ha lavorato, fin dagli inizi – con dedizione e con passione vera e con l’affetto, proprio dei “maestri” per i propri allievi-utenti -, l’Informagiovani è diventato negli anni un punto di riferimento non solo per la città di Casarano, ma anche per i Comuni vicini. Dove, se erano presenti sportelli di informazione, avevano vita breve. Ma l’Informagiovani di Casarano ha resistito sempre. Ha ascoltato tanti giovani, più o meno 12mila ogni anno, ha realizzato tanti progetti, ha indicato la strada giusta a chi era confuso ed aperto strade nuove a chi credeva di non averne. A volte, ha semplicemente fornito un punto fermo, uno spazio di incontro, di chiacchiera e di confronto. A volte – sembra poco ma non lo è affatto – “solo” una postazione internet dalla quale comunicare col mondo. Inoltre l’Ufficio è un sportello Eurodesk (la struttura del programma comunitario “Gioventù in Azione” dedicata all'informazione e all'orientamento sui programmi in favore dei giovani promossi dall'Unione Europea e dal Consiglio d'Europa), tra i primi 20 in Italia per data di creazione – era la fine degli anni Novanta. Parlare al passato di una storia gloriosa è un vero peccato. Ma la sensazione che si ha, oggi, che l’ufficio è stato spostato in piazzetta Nazario Sauro, è che si tratti appunto di una storia passata e non di un presente. Oggi l’Informagiovani di Casarano è poco più che un ufficio fantasma. E’ vero, la nuova sede è una collocazione “temporanea”, così hanno detto dal Comune, nell’attesa di ritornare in quella originaria, al piano seminterrato del complesso dell’auditorium comunale, interessato da un progetto di ristrutturazione; ma non si sa quanto ancora ci sarà da aspettare. La ristrutturazione infatti rientra nel più ampio progetto “Agenda giovani” finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito di “Laboratori urbani – Bollenti Spiriti” ed il suo avanzamento è pressoché bloccato (ne abbiamo chiesto conferma al commissario prefettizio Giovanni D’Onofrio e siamo in attesa di risposta; leggete sotto); di fare ritorno lì, per il momento, non se ne parla. Oggi gli utenti che lo frequentano sono pochi, ma questo è ovvio, perché non ci sono servizi. Non ci sono i computer e non c’è una rete internet solida che permetta di navigare in libertà; non ci sono giovani che riempiono le stanze, com’era una volta, quando c’erano i ragazzi che sceglievano di praticare lì il servizio civile e si applicavano nelle mille attività proposte. Poco più di una porta con una targa che indica che l’Informagiovani è lì. Vuoto. Con i due dipendenti di sempre, Fernando Schiavano e Donato Casarano, che hanno negli occhi ancora la passione dei bei tempi ma anche sfiducia per ciò che sarà dell’Ufficio. Una situazione che è una sconfitta, perché ciò che si respira di fronte a quella porta aperta è la desolazione. Alle bacheche delle pareti, le puntine tengono salda una rassegna stampa di giornali locali che elogiano iniziative e successi raggiunti; l’ultimo è di diversi anni fa. Perché negli ultimi tempi di quell’ufficio nessuno si è curato. E neppure di una programmazione strutturata di iniziative per i giovani. La paura ed il sentore dei cittadini più attenti è che questo sia solo il preludio della fine dell’ufficio di informazioni ai giovani. Ma dal Comune nessuno dà indicazioni o risposte di alcun tipo. Per chiarire meglio la situazione e cercare di capire che cosa ne sarà di quello che finora è stato il punto di riferimento per migliaia di giovani, abbiamo inviato alcune domande al commissario D’Onofrio. Siamo in attesa delle sue risposte. Ecco che cosa abbiamo chiesto, pregando di rispondere entro martedì: 1) A che punto è la realizzazione del progetto “Agenda giovani”, finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito di “Laboratori urbani – Principi Attivi”? 2) In quale fase sono i lavori per il recupero del complesso dell’auditorium comunale (piano interrato e piano rialzato)? 3) Di chi è la proprietà dei locali in piazzetta Nazario Sauro, presso i quali è stato provvisoriamente spostato l’ufficio di Informagiovani? 4) A quanto ammonta l’affitto mensilmente corrisposto?

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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